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Casalmaggiore, primo
sabato del secondo lockdown
tra nebbia e persone speciali

A Vicobellignano ci sono i carabinieri, sono quelli del radiomobile. Ci dicono che la situazione è quella che vedo, da almeno un paio d'ore: tutto tace

CASALMAGGIORE – Ore 23 di un sabato sera di novembre. Una spessa coltre di nebbia si appoggia sulle cose, rendendo la notte ancor più impenetrabile, ancor più pesante. C’è un silenzio innaturale in tutta la città, non c’è un’auto in giro, nessuna persona a piedi. Il nulla. Nel primo lockdown erano le sirene delle ambulanze a spezzare il silenzio, in questa notte di secondo lockdown è il tubare dei piccioni. Non lo si sente mai amplificato come in questo primo sabato di chiusura. E’ comunque un piccolo istante che ti ricorda che la vita c’è, da qualche parte ed oltre la coltre bianca, oltre le regole, oltre le restrizioni del Covid.

La Polizia Municipale è di pattuglia, ci sono Ilario e Luca. Sono in giro da qualche ora, vengono da Martignana di Po. Hanno fatto passare il centro di Martignana e le vie più periferiche, e stessa cosa hanno fatto a Casalmaggiore. Senza incontrare anima viva. La Polizia Municipale di Casalmaggiore è fatta di uomini in gamba. “Cerchiamo, anche se incontriamo qualcuno, di richiamare senza però essere più rigidi”. Buon senso se volete, umanità. Rispetto al primo lockdown e nonostante la situazione nel casalasco abbia numeri per nulla paragonabili ad altre parti della Lombardia, la gente è più arrabbiata, più delusa, più sfiduciata, meno incline a pensare che le restrizioni servano a qualcosa.

Anche la Polizia Municipale è in sottonumero. Pochi agenti rispetto alle necessità, pochi in giro. Ma ci sono, cercano di essere presenti, di coprire i turni. Ne servirebbero altri rispetto ai 7 attuali, di cui uno in malattia. Quelli che sono in strada sorridono, e vanno avanti. Forse un poco stanchi, qualcuno neppure in ottima salute. Senso del dovere, consapevolezza di essere importanti – per non dire fondamentali – in una macchina comunale che non sempre ha grande considerazione di loro. Sono ragazzi in gamba, davvero in gamba, che fanno tutto quello che deve essere fatto, senza tirarsi indietro.

Il loro turno sta per finire, alle 24 smontano e la città sarà un po’ più vuota. Salutano e se ne vanno per l’ultima perlustrazione. Abbiamo il tempo di fare qualche foto. Si è fatta quasi mezzanotte e in un’ora, nella centralissima piazza Garibaldi, non abbiamo incontrato neppure una vettura, neppure un’anima ad aggirarsi in città. Non ci era capitato neppure nel primo lockdown. Il silenzio è davvero irreale.

Nel tornare a casa, stesso effetto sulla Provinciale. Nessuno in giro, nessuna auto, niente di niente. A Vicobellignano ci sono i carabinieri, sono quelli del radiomobile. Ci dicono che la situazione è quella che vedo, da almeno un paio d’ore: tutto tace. Si sono fermati appena il tempo di osservare l’area commerciale che sorge appena dopo la curva che unisce la provinciale per Gussola all’Asolana, e prima di andare in giro. Anche loro sono in sottonumero rispetto alle necessità di un vasto territorio da tenere sotto controllo. E’ vero, ci sono in giro anche le auto delle stazioni, ma il Radio Mobile è fondamentale in una struttura come quella dei carabinieri. E nella compagnia di Casalmaggiore si sono ridotti davvero in pochi.

Notte tranquilla insomma. Di una tranquillità imposta e non cercata, di una quiete pesante anche se meno per chi è abituato alle solitudini. A pochi chilometri dal ritorno a casa, nell’ospedale, aumentano i casi di positivi ricoverati. E aumentano in tutta Italia. La bassa – con alcune eccezioni – tiene duro. E nella notte ascolta i consigli, si chiude in casa e attende un domani migliore.

Nazzareno Condina

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