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Pronta disponibilità, utilizzo
eccessivo: Oglio Po, questione
in Regione con Degli Angeli

In tal senso mi aspetto, per tanto, che Regione si adoperi al fine di verificare se le segnalazioni giunte siano fondate

Marco Degli Angeli (M5S)

VICOMOSCANO – Una lettera indirizzata al dg Welfare di regione Lombardia Marco Trivelli e all’assessore al Welfare Giulio Gallera. È il modus operandi di Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S Lombardia, attraverso cui interroga e sollecita la Giunta affinché dia risposte chiare e precise in merito alla turnazione del personale infermieristico dell’ospedale Oglio Po, che sembra essere sollecitata attraverso il servizio di pronta disponibilità.

“È una questione – denuncia Degli Angeli – rimasta sospesa ormai da diverso tempo. Immagino che con questa lettera, che a suo modo è anche un sollecito, Regione ora voglia dare risposte solerti e precise”. Degli Angeli fa riferito ad un’interrogazione, presentata lo scorso 14 luglio 2020, il cui oggetto riguarda proprio lo stesso tema. Interrogazione, ad oggi, rimasta disattesa.

Qual è quindi la situazione del personale infermieristico all’interno dell’ospedale Oglio Po? “Secondo le fonti, ossia secondo quanto espletato dalle firme sindacali e dagli stessi infermieri, sembra che l’azienda ospedaliera abbia fatto gioco forza sul servizio di pronta disponibilità, portando gli infermieri a lavorare con turnazioni esasperanti”.

Gli infermieri dell’ospedale Oglio Po lamentano infatti di essere adibiti al servizio in questione, in violazione dei limiti previsti dalla disciplina contrattuale, ossia dal lunedì al sabato in orari diurni e spesso senza nemmeno che gli venga concesso del riposo tra la turnazione ordinaria e il servizio di pronta disponibilità.

“Si tratta di un fatto, se le denunce segnalate dovessero trovare riscontro, davvero molto grave. Sembrerebbe infatti che, la disposizione contrattuale che impone di limitare il servizio di pronta disponibilità di norma ai turni notturni e ai giorni festivi, sia stata costantemente violata.

In tal senso mi aspetto, per tanto, che Regione si adoperi al fine di verificare se le segnalazioni giunte siano fondate e che in tal caso intervenga in modo repentino. Soprattutto – conclude il consigliere Degli Angeli – mi aspetto una rapida verifica in relazione al fatto che, il servizio di pronta disponibilità, sembra ancor oggi utilizzato dall’azienda sanitaria al fine di far fronte all’esigenza di disporre di personale in numero maggiore a quello in turno, durante lo svolgimento della normale attività lavorativa”.

redazione@oglioponews.it




Oggetto: delucidazioni in merito al protocollo organizzativo relativo al personale infermieristico dell’ospedale Oglio Po

in merito alla verifica dell’adeguatezza del protocollo organizzativo relativo al personale infermieristico del pronto soccorso dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore e per la quale questione in data 14/7/2020 è stata annunziata una ITR la cui risposta è ad oggi in corso, sono a chiedere quanto segue.

Premesso che

Gli infermieri del pronto soccorso dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore sono dipendenti della Asst Cremona. Questi sono inquadrati, così come viene indicato in busta paga, come addetti a mansioni di infermiere alla unità operativa di Pronto Soccorso presso il Presidio Ospedaliero “Oglio Po”. Gli infermieri in questione svolgono un’attività lavorativa composta in turni e, trattandosi di unità operative con attività continua (struttura di urgenza) gli infermieri sono tenuti a svolgere il servizio di pronta disponibilità, così come è previsto dall art.28 del Ccnl relativo al personale Comparto Sanità triennio 2016 – 2018.

Premesso inoltre che

Come lei ben sa, per servizio di pronta disponibilità si intende la reperibilità prevista dalla disciplina collettiva, che si configura come “prestazione strumentale ed accessoria qualitativamente diversa dalla prestazione di lavoro, consistendo nell’obbligo del lavoratore di porsi in condizione di essere prontamente rintracciato, fuori dal proprio orario di lavoro, in vista di un’eventuale prestazione lavorativa e di raggiungere in breve lasso di tempo il luogo di lavoro per eseguirvi la prestazione richiesta” ( Cass. Sez. lav. 09/09/1991. n. 9468). Facendo quindi riferimento a quanto sopra descritto, vorrei evidenziare come il contenuto del sopra citato Art.28 al comma 6 esplica quanto segue: “Il servizio di pronta disponibilità va limitato, di norma, ai turni notturni ed ai giorni festivi garantendo il riposo settimanale. Nel caso in cui esso cada in giorno festivo spetta, su richiesta del lavoratore anche un’intera giornata di riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale. In caso di chiamata, l’attività viene computata come lavoro straordinario ai sensi dell’art. 31 (lavoro straordinario) ovvero trova applicazione l’art. 40 del CCNL integrativo del 20/9/2001(Banca delle ore)”. Mentre al comma 7 specifica come “La pronta disponibilità ha durata di dodici ore e dà diritto ad una indennità di euro 20,66 lorde per ogni dodici ore, elevabile in sede di contrattazione integrativa. Due turni di pronta disponibilità sono prevedibili solo nei giorni festivi”.

Premesso infine che

Il servizio di pronta disponibilità è organizzato utilizzando di norma personale della stessa unità operativa. E va specificato come il servizio in questione va limitato, di norma, ai turni notturni e ai giorni festivi, garantendo quindi il riposo settimanale. A tal proposito vorrei evidenziare come, nel caso il servizio di pronta disponibilità cada in un giorno festivo, il lavoratore è in diritto di fare richiesta anche di un’intera giornata di riposo compensativo, senza che questa incida sulla riduzione del debito orario settimanale.

Considerato che

Facendo riferimento alle diverse segnalazioni giunte, gli infermieri lamentano di essere adibiti al servizio di pronta disponibilità in violazione dei limiti previsti dalla disciplina contrattuale. In tal senso, sempre facendo riferimento a quanto le associazioni sindacaliste e gli infermieri stessi hanno dichiarato, la negazione di una completa informativa e di un approfondito confronto sindacale rappresenta l’elemento in virtù del quale la condotta di Asst Cremona trova la sua ragion d’essere. Al netto delle considerazioni fatte, mi sento quindi in dovere di comunicarle che, se quanto espletato dai sindacati e dagli infermieri corrispondesse al vero, ossia che agli infermieri viene imposta la pronta disponibilità nei giorni lavorativi dal lunedì al sabato in orario diurno, questa prassi rappresenterebbe una violazione delle norme della contrattazione collettiva.

Considerato inoltre che

Facendo riferimento a quanto comunicato dai soggetti interessati, il servizio di pronta disponibilità presso l’Asst di Cremona, fino alla data del 6 luglio 2020, è stato suddiviso in due tipologie di pronta disponibilità. La prima denominata “reperibilità di seconda”, faceva riferimento a trasporti programmati in ordine ad esami specialistici di pazienti ricoverati presso altre unità operative (esami invasivi che necessiterebbero della presenza del medico che, al contrario, non è presente – es. coronarografie o angiografie). Secondo i dati che mi sono stati forniti, tale reperibilità si articolava, dal lunedì al sabato, in due segmenti orari: dalle 7:00 alle ore 14:00 e dalle 14:00 alle 19:00. Questo, facendo riferimento all’ex art. 28 Ccnl 2016-2018 sembrerebbe una contraddizione rispetto a quanto stabilito dalla norma contrattuale che non prevedeva e non prevede alcuna pronta disponibilità durante le ore giornaliere da lunedì a sabato. Inoltre, secondo le testimonianze giunte, sembrerebbe che, sino al 6 luglio 2020, infermieri impiegati nella reperibilità in orario mattutino, assumessero poi servizio ordinario di lavoro dalle ore 14:00 alle 21:00. Infine, sempre facendo riferimento alle testimonianze giunte alla mia attenzione, vorrei sottolineare come tali reperibilità di seconda, non solo non trovino menzione nel piano annuale di pronta disponibilità, ma sembra che siano state eliminate dall’azienda sanitaria a far tempo dal 6 luglio 2020. Per quanto invece riguarda la “reperibilità di prima”, il personale infermieristico veniva impiegatoper trasferimenti e consulenze cliniche di pazienti. Per quanto concerne quest’ultima tipologia, preciso che, dal lunedì al sabato, gli orari di tale reperibilità si articolava e si articola tuttora in tre segmenti orari, ossia dalle 8:00 alle 14:00, dalle 14:00 alle 20:00 e dalle 20:00 alle 8:00. Secondo quanto in mio possesso, sembrerebbe che, durante gli orari diurni, le reperibilità in questione venissero e avvengono tuttora, il più delle volte imposte agli operatori sanitari tra un turno del mattino e quello del pomeriggio, tra due giornate di lavoro consecutive oppure tra due turni mattutini consecutivi.

Precisato che

In riferimento alle testimonianze giunte, l’azienda sanitaria in questione ha inviato alle OOSS il piano delle pronte disponibilità, solo in data 2 marzo 2020. Tuttavia, tale informativa, sembra sia stata ritenuta inadeguata dalla OS Fials Confsal. Pur di fronte alle segnalazioni giunte dalle sigle sindacali e dagli infermieri in questione, Asst Cremona afferma ancora una volta la propria posizione in relazione alla reperibilità. Ossia comunica, secondo la nota datata 25 maggio 2020, che i turni di reperibilità, ovvero di pronta disponibilità e quindi anche quelli in orario diurno dal lunedì al sabato, nonché quelli di servizio dovevano considerarsi precettazione.

Precisato inoltre che

Da ciò che è possibile apprendere, in data 1 luglio 2020, Asst Cremona ha emanato un decreto con il quale ha nuovamente regolato il servizio di pronta disponibilità. In tale occasione ha compreso quindi la disponibilità di seconda. Tuttavia, secondo quanto mi è stato possibile apprendere, sembrerebbe che qualche giorno dopo, ossia in data 6 luglio 2020, la stessa Asst di Cremona abbia emanato, con esecuzione immediata tramite la Direzione Medica, un nuovo protocollo organizzativo del pronto Soccorso di Oglio Po, intitolato “Trasporti secondari urgenti e programmati”. Secondo quanto è possibile apprendere da tale protocollo, Asst Cremona sancisce la rimozione dal sistema di pronta disponibilità dei viaggi per esami o consulenze programmati. Vorrei quindi attenzione che, sempre facendo riferimento a questo protocollo, la prestazione sopra descritta continuerà ad essere assolta dal personale infermieristico del pronto soccorso, ma sarà espletata da un’unità infermieristica in turno di lavoro ordinario.

Precisato infine che

A fronte degli scioperi che sono stati proclamati durante il periodo 12 luglio 2020 – 31 luglio 2020, Asst Cremona avrebbe ribadito con una nota del 13 luglio 2020 quanto segue: “Sono confermati e devono essere effettuati tutti i servizi di pronta disponibilità”. Stando a quanto riferito, l’unità operativa di pronto soccorso di Oglio Po prevede oggi una composizione di presenze a seconda dei turni. Ci sono 4 unità infermieristiche per i turni di lavoro diurni, ossia 2 infermieri ambulatoriali, un infermiere triagista e un infermiere del SUEM 118. Ci sono invece 3 unità infermieristiche per il lavoro durante i turni notturni, ossia un infermiere ambulatoriale, un infermiere triagista che non ricopre postazione fissa poiché di notte il triage è a chiamata e, infine, un infermiere del SUEM 118. La nuova disposizione prevede inoltre la reperibilità, che prima era qualificata come reperibilità di prima, dal lunedì al sabato anche in orario diurno.

Facendo quindi riferimento a quanto descritto, si evince che l’azienda imporrebbe dunque agli infermieri la pronta disponibilità durante tutti i giorni della settimana, sia in fascia diurna che in quella notturna. Nello specifico, facendo riferimento a quanto sopra descritto, rafforzato anche dalle testimonianze apportate, sono a chiedere se Regione Lombardia sia a conoscenza dei fatti riportati.

Nello specifico sono a chiedere in che modo Regione valuti la questione, ossia se ritenga fondate le segnalazioni giunte e cosa intenda fare in merito alla faccenda. Nello specifico, preso in considerazione il fatto che, fino ad oggi, sembrerebbe siastata costante-mente violata la disposizione contrattuale che impone di limitare il servizio di pronta disponibilità di norma ai turni notturni ed ai giorni festivi, nonché la disposizione contrattuale che prevede per ciascun dipendente non più di sei turni di pronta disponibilità al mese, sono a chiedere se Regione sia disponibili a verificare con l’Asst di Cremona la veridicità nonché la regolarità della gestione compiuta finora, visto che, detto limite, sembrerebbe sia stato sovente superato.

Sono a chiedere inoltre verifica di quanto segue: il servizio di pronta disponibilità sembra ancor oggi utilizzato dall’azienda al fine di far fronte non solo a situazioni di emergenza durante orari not-turni o durante i festivi, ma anche e soprattutto davanti all’esigenza di disporre di personale in nu-mero superiore a quello in turno, durante lo svolgimento della normale attività lavorativa in orario diurno. Va infatti specificato che il personale normalmente in turno, deve essere tale da far fronte anche alle situazioni di emergenza.

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