Ultim'ora
Commenta

"Politica è personalizzazione,
ma ricordiamoci che
libertà è partecipazione"

Lettera scritta da Sante Gerelli, Gussola

Egregio Direttore,
stiamo transitando in un periodo dove la personalizzazione della politica ha preso il posto di una partecipazione  coerente. Vediamo troppo spesso cambi di casacca da un partito ad un altro, oppure da un partito per trasformarsi in civico, a seconda delle opportunità personali. Ritengo questi comportamenti un danno per la nostra fragile democrazia.

Mentre stavo leggendo i ciclostilati (pieni di idee e di progetti) delle passate amministrazioni di Gussola, opuscoli relativi agli anni 1970-1980 , mi sono soffermato su alcune pagine che ritengo importanti, che dimostrano la vivacità di quei momenti, dove l’appartenenza politica era forte, ma forte era anche la volontà di confrontarsi per il bene del paese. Sono consapevole che ogni stagione ha i suoi passaggi. Gli anni di cui parlo erano gli anni dove la partecipazione era sentita, merito anche dei partiti e delle amministrazioni comunali che vedevano nella partecipazione il passaggio importante per lo sviluppo della  democrazia . Insomma, non aveva ancora preso piede il motto che in pochi a decidere rende il tutto più semplice.

Non a caso erano gli anni in cui Giorgio Gaber assieme a Luporini scrisse la canzone “ La Libertà è Partecipazione”. Nello sfogliare l’opuscolo relativo all’esercizio Amministrativo 1985 , mi ha colpito il numero elevato di commissioni comunali. In esso vengono elencate le  Commissioni  Comunali  che accompagnavano l’attività amministrativa.  le commissioni erano 13 , i cui componenti erano circa 80   , e rappresentavano attraverso i Consiglieri Comunali sia la maggioranza ,e la minoranza, poi ne facevano parte tecnici , operatori, rappresentanti delle diverse categorie.

Si andava dalla Commissione Edilizia, alla Commissione inerente al mondo della  Scuola , alla Biblioteca, al Commercio Ambulante e quello al Minuto, la Commissione allo Sport, all’Ambiente , ai Servizi Sociali e tante altre. La scelta di avere le commissioni derivava dal fatto di conoscere e saper affrontare i problemi del paese in modo reale, non per il sentito dire. Era un modo democratico di affrontare e cercare di risolvere i problemi dei cittadini. Era una perdita di tempo, come si usa dire adesso?  Ritengo assolutamente di no.  Anzi era il modo di coinvolgere direttamente i cittadini e operatori  che portavano i problemi  e le esigenze all’interno  dell’Amministrazione Comunale e, con conoscenza; aiutavano a superare difficoltà e ad aiutare a migliorare la vita della comunità. Il coinvolgimento in queste commissioni dei rappresentanti politici comunali , sia di maggioranza che di minoranza , aiutava a smussare i  problemi o diversi punti di vista, ma soprattutto il passaggio importante era l’ascoltarsi. Questi rapporti hanno giovato soprattutto ai cittadini, ma anche alla stessa politica, non litigiosa ma costruttiva. ( basta leggere i verbali dei Consigli Comunali  relativi a quei periodi).

Per conoscenza diretta , per tanti anni ho fatto parte della commissione della Biblioteca, posso dire che era una fucina di iniziative e di idee. Assieme si sono organizzate iniziative che andavano dal carnevale , alla fiera , alla presentazione e discussione di libri, ai concerti all’Arena di Verona, alla Scala di Milano, al Recitarcantando , al teatro in piazza, alla nascita del concorso dialettale “La Ghisola”, al quale Giampietro Tenca ha dato le gambe per incamminarsi su un percorso che dura ancora in questi anni, oggi con un altro nome “Eridanos”. Il  lavoro era svolto collegialmente tra tutti i componenti della commissione, sia di maggioranza che di minoranza assieme ai rappresentanti delle associazioni e della realtà scolastica locale. Assieme si costruiva e si realizzava un percorso ricreativo-culturale.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti