Politica
Commenta

Consiglio a Viadana, la maggioranza va sotto a voto segreto sulla questione Gozzi

Ciò significa che tre consiglieri hanno votato contro la maggioranza che compongono, dando dunque un segnale non proprio positivo all’amministrazione, peraltro già al suo secondo consiglio, dunque molto presto. Gozzi ora dovrà scegliere se restare consigliere o se restare nella Fondazione "Villaggio del ragazzo".

VIADANA – Pietrangelo Gozzi poteva o non poteva essere eletto come consigliere comunale (e successivamente scelto come presidente del consiglio) nelle scorse elezioni? Quel che è certo è che l’ordine del giorno presentato dai sei consiglieri di minoranza è passato, a voto segreto, con 9 voti a favore e 7 contro. Ciò significa che tre consiglieri su dieci hanno votato contro la maggioranza che compongono, dando dunque un segnale non proprio positivo all’amministrazione, peraltro già al suo secondo consiglio, dunque molto presto. Sin qui il dato politico emerso – e probabilmente facilitato dal fatto che il voto fosse appunto segreto – nel consiglio comunale di sabato pomeriggio a Viadana.

Poi c’è il dato tecnico. “Di fatto il Cda della Fondazione “Villaggio del Ragazzo”, della quale Gozzi faceva parte, era ormai andato incontro alla sua naturale scadenza – ha spiegato il sindaco Nicola Cavatorta – a febbraio 2020, dieci mesi fa e molto prima della data delle elezioni, che dovevano tenersi a maggio-giugno e poi sono slittate a settembre-ottobre. Il fatto che esistano altri documenti successivi a febbraio 2020, firmati dal Cda e dunque dallo stesso Gozzi, è dovuto ad un regime particolare, in proroga, legato alla necessità di completare alcune opere della Fondazione all’interno della scuola Vanoni. Dunque tecnicamente la proroga, proprio per la sua natura eccezionale, non dovrebbe rientrare tra le cause ostative alla candidatura come consigliere comunale. Senza dimenticare che questa polemica mi pare pretestuosa, tenendo conto inoltre che Gozzi è già stato cinque anni in consiglio comunale, pur mantenendo per quattro anni un ruolo nella stessa Fondazione”.

La minoranza però ha chiesto di vederci chiaro e di fatto, dopo la votazione a favore del punto, la posizione di Gozzi sarà approfondita: lo stesso cioè dovrà scegliere se mantenere il ruolo di consigliere comunale (e di presidente del consiglio) oppure di consigliere del Cda della Fondazione. Tertium non datur. In una prossima seduta, alla luce della scelta di Gozzi, la sua posizione dovrebbe essere discussa per una decisione definitiva da parte del consiglio.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Commenti