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Asola, figlio violento schiavo
dell'alcool, la famiglia lo
denuncia e lo fa arrestare

Un altro caso di codice rosso e di violenza famgliare commesso tra le mura domestiche, risolto grazie al coraggio di una famiglia che per amore ha deciso di denunciare il figlio

ASOLA – I carabinieri di asola nel pomeriggio del 28 novembre scorso hanno eseguito un arresto su ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal tribunale di Mantova a carico di un cittadino marocchino classe 1998, che ha condiviso le risultanze investigative della stazione carabinieri, in quanto ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, estorsione, lesioni personali e danneggiamento commessi nei confronti dei componenti della sua famglia, dal 2017 ad oggi.

I fatti hanno inizio nell’anno 2017 quando la famiglia del giovane arrestato trova il coraggio di rivolgersi ai carabinieri di Asola per raccontare le continue vessazioni subite da parte del figlio. Raccontano ai militari dell’arma con dovizia di particolari numerosi atteggiamenti vessatori, di minaccia e di danneggiamenti posti in essere dal figlio che, oziando e non cercando alcun tipo di lavoro per potersi sostentare, inzia a pretendere soldi dalla famiglia che già viveva in precarie condizioni economiche a causa del licenziamento del capo famiglia.

I genitori raccontano di numerose notti dove il figlio rincasava a casa ubriaco e prendeva a calci ogni cosa che gli si presentava innzanzi. Descrivono come il figlio, che oramai era precipitato nel vortice dell’alcolismo, chiedeva con prepotenza soldi per andare a comprare del bere. Partita la prima denuncia, forse per paura, il figlio era emigrato in Germania per cercare lavoro. Ma anche in quel contesto, a causa dell’abuso dell’alcol veniva licenziato.

Rientrato in Italia nei primi giorni di novembre, era stato riaccolto dalla famiglia che aveva pensato, erroneamente, che fosse cambiato. Non era così. Una sera di qualche settimana fa la famiglia era dovuta ricorrere al il 112 richiedendo l’intervento di una pattuglia, in quanto il figlio era ubriaco e violento nei confronti dei familiari. A causa del forte stato di agitazione aveva creato paura, spaventando anche i minori presenti in casa.

I carabinieri intervenuti, dopo aver riportato la calma, hanno provveduto a relazione i fatti al comando di Asola che acquisite le notizie di interesse ha inoltrato immediata nuova comunicazione di reato all’A.G. di Mantova, che accettando le richieste investigative dell’arma asolana ha inoltrato al G.I.P. del tribunale di Mantova apposita richiesta di misura cautelare in carcere.

Il giovane, a seguito dei continui servizi di controllo predispoti da parte dei militari di Asola, si era momentaneamente allontanato da quel domicilio, vagabondando nel territorio.

Nel pomeriggio del 28 novembre, nei pressi della stazione ferroviaria di Asola, nel corso di mirate ricerche, il giovane e stato individuato e bloccato dai carabinieri della stazione di Asola che dopo avergli notificato il provvedimento di custodia cautelare in carcere, del tribuinale di Mantova, lo hanno accompagnato presso il carcere a disposizione dell’A.G. mantovana.

Un altro caso di codice rosso e di violenza famgliare commesso tra le mura domestiche, risolto grazie al coraggio di una famiglia che per amore ha deciso di denunciare il figlio.

redazione@oglioponews.it

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