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Federazione amanti del Chiese: "La mozione Sarnico è solo un primo passo"

Noi muoviamo coerentemente le nostre azioni sulla base della filosofia che Nessun territorio soffra più di un altro

Il fiume Chiese (Foto: Ivan Facchetti - facebook - fiume Chiese)

ACQUANEGRA SUL CHIESE – Soddisfazione per un primo passo importante, ma anche un invito a tenere alta l’attenzione perché la battaglia per non far diventare il fiume Chiese discarica per i residui dei reflui dell’area gardesana è solo all’inizio. E’ di ieri il comunicato della Federazione del tavolo delle Associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d’Idro (organizzazione unitaria di 19 formazioni sociali no-profit esistenti dalla sorgente alla foce del fiume Chiese, che fanno attività di difesa dell’ambiente sull’asta dei 160 chilometri del bacino imbrifero stesso, che attraversa 2 Regioni e 3 Province e bagna 30 Comuni, le quali unitesi sotto la forma federativa agiscono per rigenerare il deflusso ecologico in ogni tratto del fiume e per consolidarlo nel suo lago D’Idro, che del fiume ne è un rilassamento morfologico, e per proteggere l’intero bacino imbrifero da ogni inquinamento).

“Nella riunione del Consiglio provinciale di Brescia del 30 novembre – spiega il comunicato – la Mozione Sarnico è stata approvata, a larga maggioranza; stabilisce il principio che gli impianti consortili di depurazione dei reflui devono essere costruiti in uno dei Comuni che vi fa confluire i suoi reflui. Bene questo principio; è un passo che segue un ragionamento logico. Ma noi non siamo ancora soddisfatti, perché la Mozione approvata non specifica che ogni bacino idrografico deve responsabilmente essere capace di depurarsi i propri reflui. Non vorremmo che il passo apparentemente positivo, registrato con questa Mozione, generasse un rilassamento e quindi un allentamento dell’opposizione finora venuta da più parti dell’asta del Chiese. Il nuovo progetto che verrà proposto potrebbe concepire la realizzazione del mega depuratore in un Comune “cosiddetto gardesano” ma scaricando comunque nel Chiese. Ci sono già delle dichiarazioni che, anche non troppo tra le righe, lasciano intendere questo scenario. Se così fosse sarebbe grave come lo era il progetto che avversavamo fino a tre giorni fa. Dinanzi a questo pericolo, noi Federazione, proseguiamo senza sosta ad istruire l’ampia azione legale che abbiamo annunciato. Nel contempo chiediamo a tutti, istituzioni locali dell’asta del Chiese e del suo lago, e alle varie formazioni sociali, di non commettere l’errore di diminuire l’attenzione, perché potrebbe essere inconsciamente questa la fase più debole nella difesa del Chiese; questa è la fase nella quale è particolarmente importante l’opposizione intransigente all’ipotesi che vengano trasferiti nel Chiese gli scarichi della depurazione gardesana. Sarà d’ora in poi che si vedrà, in modo particolare, la misura della solidarietà tra le varie comunità del Chiese. Noi muoviamo coerentemente le nostre azioni sulla base della filosofia che Nessun territorio soffra più di un altro“.

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