Cronaca
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Riaperta la Gronda Nord: il primo "tour" dopo i rattoppi e l'esigenza di rifarla

Buche profonde, che hanno distrutto pneumatici e cerchioni di almeno un paio di auto di passaggio, spingendo il comune di Casalmaggiore a chiudere l’arteria con la Polizia Locale che ha transennato l’accesso alle ore 17 di venerdì pomeriggio. Alle 11 di lunedì la riapertura. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Ha riaperto ufficialmente alle ore 11 di martedì, dopo tre giorni e mezzo di chiusura, il tratto di Gronda Nord che da Quattrocase e Casalbellotto porta alla strada Sabbionetana: abbiamo percorso la strada tra i primi dopo la riapertura, notando le evidenti chiazze di asfalto più fresco, dunque più scuro, posato dalla ditta Moro di Fiesse, chiamata con assegnazione d’urgenza a sistemare i cosiddetti rattoppi. Buche profonde, che hanno distrutto pneumatici e cerchioni di almeno un paio di auto di passaggio, spingendo il comune di Casalmaggiore a chiudere l’arteria con la Polizia Locale che ha transennato l’accesso alle ore 17 di venerdì pomeriggio.

La ditta Moro, peraltro, attorno a mezzogiorno di martedì era ancora al lavoro su un’altra strada di raccordo, quella che congiunge la Castelnovese alla Sabbionetana, ossia via Galluzzi, a pochi passi dal centro commerciale Padano. In questo caso, però, facendo passare le auto in transito da un parcheggio laterale, è stato possibile non fermare il traffico durante i lavori di rifinitura della posa d’asfalto. Chiaramente, come è stato più volte rimarcato, la Gronda Nord è nata male sin dall’inaugurazione nel 2009 per uno strato eccessivamente sabbioso nella sezione mediana della strada. Da qui l’esigenza di rifare completamente quel tratto di Gronda Nord, con gli 880mila euro che il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni si è augurato di ricevere nei mesi a venire da parte della Regione, inseriti nell’emergenza post prima ondata del Coronavirus. Finché la Gronda non verrà, infatti, completamente rifatta a partire dalle fondamenta – ora che i 10 anni per l’eventuale rivalsa in sede legale con la ditta che ha svolto male i lavori sono scaduti – il rischio è di dover procedere, a tempi più o meno regolari, con continui rattoppi. Arrivando a una spesa alla lunga superiore a quella necessaria per rifare il tratto stradale da capo.

Giovanni Gardani

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