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A San Matteo delle Chiaviche
la grotta di Betlemme
segno d’unità tra le case

Della preparazione degli stampi in gesso – bianchi, dell’altezza di circa 50 centimetri l’uno – si è incaricato il pensionato Dino Boni, mentre i parrocchiani hanno provveduto al tocco finale di colore e all’allestimento dei presepi lungo le vie, nei giardini e nei cortili delle abitazioni, sotto i portici e i porticati del paese.
Testo e foto di Riccardo Negri dal sito della Diocesi di Cremona

SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (VIADANA) – San Matteo delle Chiaviche diventa il paese dei presepi. La parrocchia ha predisposto numerose statuette di Gesù, Maria e Giuseppe; e in pochi giorni una cinquantina di famiglie del posto hanno aderito con entusiasmo alla loro distribuzione. Della preparazione degli stampi in gesso – bianchi, dell’altezza di circa 50 centimetri l’uno – si è incaricato il pensionato Dino Boni, mentre i parrocchiani hanno provveduto al tocco finale di colore e all’allestimento dei presepi lungo le vie, nei giardini e nei cortili delle abitazioni, sotto i portici e i porticati del paese. La consegna è stata completamente gratuita, anche se molti hanno lasciato un’offerta alla parrocchia per la copertura delle spese.

L’iniziativa era stata preceduta l’anno scorso dal recapito, casa per casa, di una lettera firmata niente meno che Papa Francesco: «Era un invito – ricorda il parroco don Angelo Maffioletti – a riscoprire il presepe: rappresentare la nascita di Gesù equivale infatti a un atto di evangelizzazione compiuto con semplicità e gioia». «Il presepe – scriveva il pontefice – suscita stupore e commuove perché manifesta la tenerezza di Dio, che si abbassa alla nostra piccolezza. Si fa povero, invitandoci a seguirlo sulla via dell’umiltà per incontrarlo e servirlo con misericordia nei fratelli e nelle sorelle più bisognosi».

Ogni anno la comunità di San Matteo allestiva un grande presepe vivente con una cinquantina di persone, in un cortile antico, che si concludeva con l’arrivo dei Magi davanti alla chiesa. «Quest’anno non potendolo fare – afferma don don Maffioletti – abbiamo voluto comunque dare un segno di vicinanza alla nostra gente. E la risposta è stata grande: oltre cinquanta famiglie hanno ricevuto la Sacra Famiglia in gesso, le maestre della scuola locale e il Comune le hanno richieste. Noi le abbiamo consegnate bianche perché ciascuno con la propria fantasia potesse completarle. Tanti genitori hanno coinvolto i figli, facendolo diventare un autentico momento di catechesi proprio come auspicato dal Papa».

redazione@oglioponews.it

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