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ASST Mantova e Covid19, il
Carlo Poma in una ricerca
degli anestesisti lombardi

Con 63.098 casi confermati e 11.384 decessi il 17 aprile, la Lombardia è stata la regione più colpita in Italia. Per fare fronte a questa emergenza è stato creato un network delle Terapie Intensive lombarde
In foto Gian Paolo Castelli direttore della Terapia Intensiva e Rianimazione del Carlo Poma

Una ricerca sulla gestione dei pazienti Covid critici con suggerimenti e istruzioni dal Coordinamento delle terapie Intensive Lombarde. Allo studio, pubblicato recentemente in due step sulla rivista scientifica Minerva Anestesiologica, ha partecipato Gian Paolo Castelli, direttore della Terapia Intensiva e Rianimazione del Carlo Poma, collaborando con i colleghi dei vari centri di Regione Lombardia. A un primo articolo è seguito un aggiornamento, che presenta le esperienze acquisite dopo sette mesi.

Con 63.098 casi confermati e 11.384 decessi il 17 aprile, la Lombardia è stata la regione più colpita in Italia. Per fare fronte a questa emergenza è stato creato un network delle Terapie Intensive lombarde, che ha definito trattamenti standardizzati per i pazienti colpiti da coronavirus. Le raccomandazioni di base riguardano il ricorso razionale alle cure intensive, le strategie di ventilazione e gli interventi non ventilatori, sulla base delle best practice, supportate dall’esperienza clinica o dalle opinioni degli esperti che compongono la rete delle strutture coinvolte.

Qual è l’approccio scelto dagli anestesisti? Secondo la ricerca i clinici devono prendere in considerazione le performance di base, lo stato di fragilità e adottare di conseguenza terapie specifiche per i pazienti in cura. Il trattamento iniziale elettivo in caso di difficoltà respiratorie dovrebbe essere considerata la ventilazione tramite casco.

L’intubazione e la ventilazione meccanica invasiva sono adottate se la dispnea e la desaturazione persistono, nonostante 4-6 ore di ventilazione non invasiva. In fase precoce, è consigliato l’uso di miorilassanti e un volume di ventilazione controllato. Nello studio si parla inoltre in modo approfondito della pratica della pronazione dei pazienti, in grado di migliorare l’ossigenazione.

La scelta di qualsiasi terapia antivirale in presenza di polmonite interstiziale va prima condivisa con l’infettivologo. Altri suggerimenti riguardano la somministrazione di corticosteroidi nei pazienti che necessitano di supporto respiratorio o di una supplementazione di ossigeno e l’uso per un periodo breve del Remdesivir nei malati che richiedono solo la supplementazione di ossigeno e un basso livello di supporto respiratorio.

redazione@oglioponews.it

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