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Viadana, acqua 'ferrosa'
in consiglio. Cavatorta:
"Sanzioni? Dopo accertamenti"

Insomma, ha spiegato il sindaco viadanese, la sanzione arriverà ma prima serviranno i dovuti accertamenti. E il primo vero obiettivo è fare in modo che questi bypass illegali non vengano più adottati, mantenendo il circuito del pozzo privato parallelo rispetto a quello dell’acquedotto pubblico.

VIADANA – E’ entrata in consiglio comunale a Viadana, martedì sera, per vie traverse la questione che ha interessato negli ultimi quattro giorni le frazioni di Cogozzo e Cicognara, ossia la fuoriuscita dai rubinetti domestici di acqua ferrosa e di colore marrone, decisamente poco rassicurante. In realtà l’interrogazione urgente presentata dai due gruppi di centro-sinistra che fanno capo a Fabrizia Zaffanella non è stata accettata, in quanto la situazione si era risolta già nella giornata di lunedì, come ha spiegato il sindaco Nicola Cavatorta.

Il quale ha comunque voluto precisare, e rimarcare, le tappe che hanno contrassegnato questo disagio per gli abitanti delle frazioni. Si è trattato, di fatto, di un bypass illegale creato da un’azienda con sede a Cicognara, già individuata e indicata nel verbale redatto da parte di Polizia Locale e Ufficio Tecnico, che per una differenza di pressione ha fatto entrare acqua del pozzo privato, ferrosa, all’interno dell’acqua pubblica dell’acquedotto, sporcando così le tubature e parte del circuito. ATS Valpadana ha analizzato l’acqua, rivelando come non vi fossero problemi di tipo igienico, anche se per precauzione il sindaco ha invitato chi ne avesse possibilità ad utilizzare acqua diversa rispetto a quella dei rubinetti almeno per i 3-4 giorni dell’intervento dei tecnici Ireti.

La polemica da parte della minoranza si è concentrata sull’aspetto sanzionatorio, che sarebbe mancato da parte del comune. “Una situazione del genere andrebbe segnalata alla Procura e dovrebbe arrivare quantomeno una contravvenzione all’azienda” hanno spiegato proprio dall’opposizione. Dal canto suo Cavatorta ha ribadito che non mancherà neppure questo aspetto, che però prima di tutto deve passare da un’analisi attenta, in corso da parte dei tecnici di ATS Valpadana. Insomma, ha spiegato il sindaco viadanese, la sanzione arriverà ma prima serviranno i dovuti accertamenti. E il primo vero obiettivo è fare in modo che questi bypass illegali non vengano più adottati, mantenendo il circuito del pozzo privato parallelo rispetto a quello dell’acquedotto pubblico.

Giovanni Gardani

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