Cronaca
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Manifatturiero lombardo, 2020 di crisi. Auricchio: 'Dimostrata la resilienza delle imprese'

Sul fronte dell’occupazione, il mercato del lavoro regionale continua a beneficiare del blocco dei licenziamenti confermando di fatto i livelli occupazionali (-0,3%) mentre si sta progressivamente, ma lentamente, riducendo il numero di aziende che fanno ricorso alla cassa integrazione

Una contrazione rispetto all’anno precedente ma meno marcata rispetto alle attese. Per il manifatturiero lombardo il 2020, fortemente condizionato dagli effetti della pandemia, è stato un anno da dimenticare ma le imprese, ha spiegato presentando i dati di consuntivo Gian Domenico Auricchio, commissario della Camera di commercio di Cremona e presidente di Unioncamere Lombardia, hanno comunque dimostrato di essere resilienti e quindi capaci di reagire alla crisi.

Venendo ai numeri, la produzione ha perso il 9,8% rispetto all’anno precedente, il fatturato è calato dell’8,2% mentre gli ordini esteri si sono confermati traino dell’economia regionale. Se il sistema delle imprese della Lombardia regge grazie alla domanda estera, lo stesso discorso non vale per il mercato interno che sembra non essersi mai ripreso dalla crisi finanziaria del 2008: nel 2020 ha perso l’8,9%.

Per quanto riguarda i singoli settori, i meno penalizzati, perché essenziali anche durante i lockdown più duri, sono il food, la farmaceutica e la chimica.

Sul fronte dell’occupazione, il mercato del lavoro regionale continua a beneficiare del blocco dei licenziamenti confermando di fatto i livelli occupazionali (-0,3%) mentre si sta progressivamente, ma lentamente, riducendo il numero di aziende che fanno ricorso alla cassa integrazione.

“Questa terribile esperienza – ha detto Auricchio – ha dimostrato la forza delle aziende della Lombardia e la capacità di resistere: nel terzo trimestre dell’anno, dopo la grave caduta dovuta al lockdown di marzo e aprile, abbiamo assistito ad una ripresa rapida, poi frenata nell’ultima parte dell’anno a causa delle ulteriori restrizioni”.

“Ancora una volta – ha aggiunto – l’export ha tenuto in piedi il paese e la nostra regione in particolare, dove si concentra un terzo delle esportazioni nazionali: non è un caso se le aziende che hanno mantenuto le posizioni sono anche quelle con maggiori legami con l’estero”.

“Credo sia importante sottolineare – ha detto ancora il commissario della Camera cremonese – come gli imprenditori stiano dimostrando di avere ancora fiducia nel futuro, nonostante l’incertezza del tempo presente: il 40% delle imprese lombarde ha infatti investito anche durante i mesi più duri della pandemia, spesso per cambiare o modificare le proprie produzioni, evidenziando la capacità di adattarsi anche agli scenari più duri”.

Guido Lombardi

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