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La campagna vaccinale approda nelle aziende: sottoscritto protocollo in Regione Lombardia

Una decisione che consentirà di allargare la platea della campagna vaccinale di massa e procedere ancora più spediti, per arrivare a giugno ad aver vaccinato la maggior parte dei lombardi.

Vaccinazioni direttamente in azienda, attraverso il lavoro dei medici aziendali: questo il contenuto dell’importante protocollo di intesa sottoscritto mercoledì mattina tra Regione Lombardia, Confindustria e Confapi regionali e l’Associazione medici Aziendali.

Una decisione che consentirà di allargare la platea della campagna vaccinale di massa e procedere ancora più spediti, per arrivare a giugno ad aver vaccinato la maggior parte dei lombardi, come ha spiegato l’assessore e vice presidente della Lombardia, Letizia Moratti.

“Questa urgenza deriva anche dall’andamento epidemiologico, con un virus che corre. Noi vogliamo correre più veloci del virus. E abbiamo preso questa decisione guardando avanti: con la possibilità di utilizzare AstraZeneca per qualsiasi età tranne per le persone con estrema vulnerabilità, unitamente alla previsione di avere anche Jhonson&Jhonson entro aprile, arriveremo ad avere una capacità vaccinale maggiore, e per questo è giusto attrezzarsi. In modo da poter dare risposte più rapide”.

Si tratta anche, sottolinea Moratti, di un modo “per sgravare il sistema sanitario regionale, in quanto le aziende provvederanno alla somministrazione con il proprio personale medico”.

Moratti ha poi evidenziato che “la delibera sarà inviata al commissario, che ci darà le modalità con cui sarà applicata, ed è stata anticipata anche al ministro per la Salute, Roberto Speranza”.

Con l’auspicio, ha detto il governatore Attilio Fontana, che il resto del Paese prenda spunto: “E’ il primo accordo di questo tipo che viene raggiunto nel nostro Paese e ci permetterà di procedere spediti nella vaccinazione di massa”. Fontana ha altresì specificato come questo protocollo non vada a cambiare i termini stabiliti per la vaccinazione massiva: “Il Piano nazionale verrà rispettato sia per quanto riguarda le fasce della popolazione con priorità sia per quanto riguarda le tempistiche. Ma ci consentirà  di rafforzare la nostra capacità vaccinale”.

“Con questa delibera andiamo ad attualizzare una strategia che qui in Lombardia è sempre stata vincente: la squadra tra pubblico e privato” ha commentato l’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi. “Confindustria e Confapi sono stati i promotori di questa idea. Ma a questo tavolo potrebbero essere sedute anche altre associazioni”.

“La guerra è guerra, e la vinciamo solo se ci alleiamo, se mettiamo a disposizione tutte le risorse e le strutture che possiamo mettere a disposizione” ha proseguito Guidesi. “E lo facciamo soprattutto perché dalla vaccinazione dipenderà il rilancio economico della nostra regione, che equivale a dire il rilancio economico di tutto il Paese”.

Soddisfazione anche da parte degli altri sottoscrittori del protocom a partire da Rino Donghi (consiglio direttivo Anma – Associazione medici d’azienda): “L’esperienza del 2020 ci ha coinvolti in modo costruttivo, facendoci crescere in termini di professionalità ed esperienza e nella tutela della salute negli ambienti di lavoro. Per questo ci siamo messi a disposizione per garantire la sicurezza nelle aziende”.

Dunque il ruolo dei medici aziendali sarà quello di “predisporre le modalità affinché questa vaccinazione possa essere fatta in sicurezza e con efficacia”.

Toccherà invece alle aziende fare la loro parte nel mettere a disposizione spazi e a promuovere l’iniziativa tra i dipendenti. “Gli imprenditori anche stavolta hanno saputo avere a cuore la sicurezza dei lavoratori, perché siamo convinti che le fabbriche siano luogo in cui il contagio sia contenuto e vogliamo dare una sicurezza in più ai nostri dipendenti” ha detto Mareco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia. “Questo protocollo deve rappresentare una svolta. Avremo fatto degli errori, ma oggi vogliamo vincere la battaglia contro il Covid perché non possiamo rimanere inermi”.

Soddisfatto anche Maurizio Casasco, presidente di Confapi Lombardia: “Oggi la Lombardia ha dato una grande opportunità e un esempio all’Italia per programmare i prossimi mesi e il nostro futuro” ha detto.

Aggiungendo un’esortazione: quella di fare squadra: “Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte, perché dall’altra parte c’è il virus. Prima riusciamo a vaccinare tutti meno varianti avremo. Per questo è fondamentale essere velocissimi. Abbiamo un mese, un mese e mezzo di tempo. E dovremo vincere nelle aziende le resistenze alla vaccinazione”. L’obiettivo, per le associazioni di categoria, è consentire alle proprie aziende di potersi dichiarare “covid free”.

Ma se il protocollo per ora coinvolge due attori, non tarderanno ad arrivarne altre, e sul tavolo dell’assessore Guidesi sono già giunte delle richieste in questo senso.

Come quella di Coldiretti Lombardia: “I nostri uffici presenti su tutto il territorio regionale sono a disposizione per accelerare il percorso di somministrazione dei vaccini contro la diffusione del coronavirus” ha detto Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Lombardia.

“Già nei giorni scorsi – continua Paolo Voltini – a livello nazionale come Coldiretti abbiamo dato la disponibilità delle nostre oltre mille sedi diffuse in tutta Italia, che sono punto di riferimento per 1,5 milioni di agricoltori e dei loro familiari. Siamo soddisfatti per la celerità con cui Regione Lombardia si è attivata per poter consentire la somministrazione dei vaccini anche nelle aziende e siamo pronti fin da subito a confrontarci con i referenti della Direzione Generale Welfare per sottoscrivere il protocollo d’intesa e definire le modalità operative da seguire”.

 “La battaglia contro il virus – conclude il presidente Voltini – è ora la priorità numero uno per uscire da una crisi sanitaria, sociale ed economica che deve vedere le forze sociali al fianco delle Istituzioni”.

Laura Bosio

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