Economia
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Crolla l'export cremonese (11.9%)
ma va giù anche Mantova (7.6%)

Complessivamente il 2020 per la Lombardia si chiude con una contrazione delle esportazioni del 10,6% ed il valore esportato si ferma a 114 miliardi di euro.

L’export lombardo registra un incremento congiunturale del +13,6% nel quarto trimestre ma il dato tendenziale rimane negativo, pur migliorando sensibilmente (dal -7,9% dello scorso trimestre al -2,3%) e il valore esportato torna sopra i 31 miliardi di euro. Lo evidenziano i dati di Unioncamere Lombardia diffusi oggi.

Complessivamente il 2020 per la Lombardia si chiude con una contrazione delle esportazioni del 10,6% ed il valore esportato si ferma a 114 miliardi di euro. Anche le importazioni registrano un rimbalzo congiunturale positivo (+17,2%), contenendo il calo tendenziale al -2,8%, e superando i 33 miliardi di euro. Complessivamente nel 2020 le importazioni sono calate dell’11%. Questi risultati portano ad un incremento del deficit commerciale nel quarto trimestre che ora si attesta a -1,1 miliardi di euro.

Complessivamente il 2020 chiude in negativo per tutte le provincie, tranne Sondrio (+0,2%) grazie ai buoni risultati del primo e del terzo trimestre. Il calo dell’export ha raggiunto le due cifre per Pavia (-15,7%), Como (-12,5%), Milano (-12,5%), Cremona (-11,9%) e Bergamo (-11,8%). Seguono Brescia (-9,3%), Lecco (-8,9%), Mantova (-7,6%), Varese (-7,3%), Monza e Brianza (-7,1%). Più contenuta la contrazione dell’export di Lodi (-3,9%) grazie a un primo trimestre stazionario e un buon recupero nel quarto trimestre.

Per la provincia di Cremona i risultati positivi significativi sono appannaggio di tipologie di prodotto con quote contenute sull’export provinciale, quali: coke e prodotti petroliferi raffinati (+36%) e apparecchi elettrici (+1%). Ciò non riesce quindi a contrastare le forti perdite registrate da metalli di base e prodotti in metallo (-17%), macchine e apparecchi (-17%) e sostanze e prodotti chimici (-13%).

Sempre a livello regionale, l’export verso i paesi dell’Unione europea, principali mercati di sbocco per le merci lombarde, ha perso il 10,6% in valore nel 2020. L’export verso l’Asia orientale (-8,7%) sconta le forti contrazioni dei flussi verso Hong Kong (-22,3%) e Giappone (-15,3%), mentre registra una perdita contenuta l’export verso la Cina (-0,5%) principale mercato di sbocco delle merci lombarde in quest’area. Il risultato del Medio Oriente (-7,5%) è determinato dalle forti contrazioni registrate dal Libano (-47,6%), l’Iran (-22,2%), il Qatar (-21,7%) e gli Emirati Arabi Uniti (-9,9%).

Svizzera (-4,8%), Russia (-15,3%) e Norvegia (-21,2%) contribuiscono significativamente al risultato negativo per i paesi europei non UE (-7,4%). Forti contrazioni si registrano per l’export verso il Canada (-12,6%) e gli Stati Uniti (-6,1%) che portano l’export verso l’America settentrionale a ridursi del 6,8%. I risultati di Australia (-2,2%) e Nuova Zelanda (-13,3%) determinano infine la contrazione dei flussi verso l’Oceania (-4,7%).

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