Cronaca
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SOMS, così rinasce il cinema
teatro a Torre dè Picenardi

Gli interventi previsti non contemplano un incremento dell’utenza attualmente all’interno del circolo rispetto a quella già prevista, quanto piuttosto una migliore distribuzione della stessa e un utilizzo più flessibile degli spazi sia per le attività istituzionali della SOMS, sia a supporto delle iniziative del GAL Oglio Po. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Nella foto il direttivo di SOMS (foto di repertorio)

TORRE DE’ PICENARDI – Il cinema e il teatro, come già annunciato una decina di giorni fa, rinascono a Torre dè Picenardi. Gli spazi della Società Operaia di Mutuo Soccorso sono pronti a ospitarli dai prossimi mesi, rinvigorendo una tradizione che si era fermata al 1982 ma che, quando la Società nacque nel 1908, era stata una delle primissime spinte.

La SOMS di Torre dè Picenardi è oggi composta, dopo l’insediamento del 4 luglio 2020, da Giacomo Volpi, Lino Fieschi, Enrico Bottini, Marcello Volpi e Nicola Ruffini che, seguendo il progetto degli architetti Fabio Ceci, Elisa Cantone e Beatrice Salati, hanno ottenuto un finanziamento di 70.163 euro, pari al 90% del totale, dal Gal Oglio Po.

L’estate scorsa il cinema all’aperto e la mostra diffusa fotografica di Giuseppe Morandi; adesso, in attesa della ripartenza del cinema con 70 posti a sedere e un angolo bar, oltre alla possibilità di spostare il palcoscenico per spettacoli più particolari che favoriscano la rottura della quarta parete, ecco anche la riqualificazione dell’area esterna e del campo da bocce. Con la cultura si può anche mangiare, spiegano dal SOMS.

Di seguito ecco la relazione tecnica completa:

Gli interventi edilizi previsti sono finalizzati alla sistemazione interna del fabbricato principale, secondo la spazialità originaria a platea unica del primo utilizzo a teatro. Nel fabbricato è prevista la demolizione di due pareti divisorie senza funzione strutturale: la prima a dividere l’ingresso da quella che attualmente è la cucina, la seconda a metà della sala principale per ridare unitarietà all’ampio spazio un tempo utilizzato a teatro.

E’ inoltre prevista l’apertura di una porta di collegamento all’interno dei bagni attuali da trasformare in camerini e spogliatoi. L’attuale cucina viene aperta verso l’ingresso con la demolizione di una parete divisoria e con la trasformazione della cucina stessa in punto bar e ristoro aperto verso lo spazio di ingresso. A destra dell’ingresso di via Garibaldi viene inoltre aperta una porta in una parete divisoria senza funzioni strutturali per consentire l’accesso ad un locale attualmente inutilizzato, dove si prevede di realizzare un nuovo bagno fruibile anche dai disabili e dotato di antibagno e doppio lavandino (sia interno che esterno).

A qualificazione dello spazio centrale dove si intende ripristinare l’antico teatro si propone di sostituire l’attuale pavimento in piastrelle di gres con una pavimentazione in pietra di Serizzo, da estendere anche all’ingresso e all’attuale cucina che diventerà il nuovo punto bar – caffè. Si intende inoltre procedere alla rimozione del contro soffitto più basso di recente realizzazione; l’edifico, che risale al 1908, presenta, al di sopra dell’attuale contro soffitto più basso, un soffitto ulteriore posto ad una altezza di 5,10 metri, presumibilmente realizzato secondo le tecniche costruttive dell’epoca, che viene rimesso a vista al fine di ripristina la spazialità del primo teatro.

La parete vetrata che divide il mezzanino dal vano principale, presumibilmente risalente agli interventi fatti a metà degli anni ‘80 del novecento, è sostituita con un nuovo serramento vetrato con ante apribile, così da consentire al piano superiore l’eventuale alloggiamento di una sala riunioni della direzione e un punto di controllo per la strumentazione audio e video, oltre a consentire un collegamento visivo con la sala teatrale.

Infine è prevista la realizzazione di un palco smontabile e adattabile alle diverse esigenze di uno spazio che all’occorrenza può assumere la connotazione di sala polifunzionale o sede per esposizioni. A conclusione del palco si intende realizzare un fondale fisso, così da realizzare un piccolo retropalco a uso delle esigenze di messa in scena.

Gli interventi previsti non contemplano un incremento dell’utenza attualmente all’interno del circolo rispetto a quella già prevista, quanto piuttosto una migliore distribuzione della stessa e un utilizzo più flessibile degli spazi sia per le attività istituzionali della SOMS, sia a supporto delle iniziative del GAL Oglio Po.

Giovanni Gardani

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