Ambiente
Commenta

Il Bosco della Colombaia rinasce: 500
piante a dimora con i Rotary del Po

A dirigere le operazioni era il professor Riccardo Groppali, referente distrettuale del Rotary per l’Ambiente, mentre ill sindaco Alessandro Gozzi si è messo alla guida del trattore che trasportava le 400 piantine che mano a mano venivano messe a dimora dai soci. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

È proprio vero che fa più rumore una pianta che cade che una foresta che cresce, anche in senso letterale. E mentre ogni tanto infuriano le polemiche per qualche pianta tagliata, c’è chi di piante ne ha messe e dimora oltre 500. Parliamo del service Bosco Rotary, realizzato dagli 8 club del Gruppo Po, i cui soci, vanga in spalla, hanno piantumato i bordi del Bosco della Colombaia, ex cava situata in zona golenale a Martignana di Po.

Come già anticipato, il service si suddivide tra il Bosco della Colombaia e il tunnel degli olmi, tra Martignana e Casalmaggiore. Nel mese di marzo a piantare le prime 30 querce negli spazi rimasti vuoti del tunnel (a causa delle piante ammalorate) ci aveva pensato il Consorzio Forestale Padano, che aveva anche messo a dimora le prime 80 piante presso la Colombaia.

Questo perché il giorno della piantumazione già previsto dal Rotary ha dovuto slittare a causa della pandemia e dei limiti imposti agli spostamenti. Con l’allentamento dei vincoli, si è dunque potuta celebrare questa giornata dedicata all’ambiente, ed i 30 soci presenti hanno piantato complessivamente 400 piantine.

Sono di 10 tipi le piante che stanno iniziando a crescere al Bosco della Colombaia, tutti piantati lateralmente alla stradina che circonda l’area (stradina da poco realizzata dal comune), dall’inizio della stessa fino all’area della cava. Si tratta di ciliegio selvatico, frangola, nocciolo, biancospino, acero campestre, prugnolo, rosa selvatica, quercia farnia, sanguinello e fusaggine.

A dirigere le operazioni era il professor Riccardo Groppali, referente distrettuale del Rotary per l’Ambiente, mentre il sindaco Alessandro Gozzi si è messo alla guida del trattore che trasportava le 400 piantine che mano a mano venivano messe a dimora dai soci.

Dopo l’operazione, si è pensato alla segnaletica da apporre in 6-7 posizioni, a partire dalla Provinciale Bassa fino al Lido Po, all’inizio e alla fine del percorso che vuole essere un’alternativa ciclabile alla VenTo, individuata sull’argine maestro. Una decina di cartelli indicheranno ai passanti le direzioni sia per raggiungere il Bosco della Colombaia sia il tunnel degli olmi. Qui, a mano a mano che gli olmi già ammalorati saranno tolti, verranno sostituiti dalle querce.

V.R.

© Riproduzione riservata
Commenti