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Trasporti Pesanti-Comune, prove
di dialogo: ma il muro resta alto

Sul piatto il progetto di stoccaggio rifiuti in zona stazione ferroviaria, osteggiato dal comune. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Non più un muro, ma una prova di dialogo. Con la pace che però è ancora lontana: lunedì sera a Piadena Drizzona si sono ritrovati il sindaco Matteo Guido Priori, i capigruppo Pietro Francesconi per la maggioranza e Ivana Cavazzini per la minoranza più Dante Benelli, ora fuoriuscito dalla maggioranza e battitore libero, oltre ovviamente ad Elvezio Storti della ditta Trasporti Pesanti, presente assieme al direttore generale Stefano Storti, al portavoce dei lavoratori Cristiano Albertoni e al responsabile ADR dell’azienda ingegner Daniele Antelmi. Sul piatto il progetto di stoccaggio rifiuti in zona stazione ferroviaria, osteggiato dal comune.

“Finalmente la nostra società ha potuto esporre alla giunta e ad alcuni consiglieri – spiega Storti – il progetto di trasporto di rifiuti presso il terminal di Piadena Drizzona, un’attività complementare alle attività già svolte a completamento alla realizzazione di treni intermodali tanto auspicati da tutta Europa per alleviare il traffico stradale, attività che verrà svolta in piena sicurezza e rispetto dell’ambiente. Durante l’incontro, oltre ad aver illustrato il progetto si è riposto in maniera esauriente (a detta degli interlocutori) a tutti i quesiti posti, riguardanti il progetto stesso, la sicurezza, la logistica, le tipologie di rifiuti ed altro. Esprimiamo la nostra soddisfazione per avere trasmesso le peculiarità del progetto e della non pericolosità”.

“L’unica persona contraria è però il sindaco – spiega sempre Storti – mentre gli altri presenti hanno recepito le nostre spiegazioni. Ho percepito anche un certo imbarazzo per il dialogo che non c’è mai stato sin qui. Il sindaco ci ha chiesto perché abbiamo voluto fare lo stoccaggio a Piadena Drizzona e non a Cremona, ma la risposta è banale, dato che il terminal nostro è da sempre a Piadena Drizzona. Ho fatto presente che l’area di stoccaggio è esigua, ossia 300 metri quadrati sui 180mila metri quadrati del terminal. Come soluzione è stato proposto di rivedere i codici CER e di eliminarne alcuni tra gli autorizzati. Personalmente, essendo trasportatore e non produttore, non tocca a me questo passaggio e abbiamo spiegato che la radioattività in questi rifiuti contrassegnati con codici CER non esiste, altrimenti i trasporti non potrebbero nemmeno partire. Per salvare capra e cavoli, se dobbiamo eliminare qualche codice possiamo pensarci, però è il comune a doverceli indicare”.

“Si auspica – spiega poi Storti – che si sia aperta una nuova stagione di collaborazione con l’amministrazione per il bene della comunità e del paese. Siamo fiduciosi che il dialogo possa portare ad un punto di soluzione che non debba transitare per atti legali che prevedono tempistiche di soluzioni distanti dalle esigenze reali. Nel frattempo, siamo in attesa di avere le autorizzazioni per iniziare i lavori di costruzione dei nuovi immobili che saranno costruiti da un’azienda di Acquanegra e quindi anche in questo caso a beneficio del territorio, con risvolti positivi sull’occupazione dell’indotto e dell’azienda”.

Un’apertura tiepida, dunque, ma la soluzione sembra lontana, come conferma Priori. “L’azienda ha svelato le sue ragioni, mostrando tanti aspetti del progetto e spiegando diversi punti. Mi piace poco il fatto che continuino ad atteggiarsi a salvatori della patria, anche perché le loro tesi sono tutte ampiamente confutabili. Non hanno risposto alle domande dell’amministrazione circa l’elenco dei codici CER, mentre il mio riferimento allo spostamento dello stoccaggio a Cremona aveva un senso: era legato al fatto che Storti è proprietario di un bacino nel porto di Cremona, dove possono attraccare le chiatte”.

“La risposta è stata – spiega Priori – che questi rifiuti viaggiano su treno, ma questo significa inquinare di più, perché a mio avviso su una chiatta viaggerebbero molti più vagoni e container. I capigruppo Francesconi e Cavazzini hanno comunque preso in carico la questione, e stileranno una nuova lista di rifiuti, con relativi codici CER, da eliminare dagli elenchi che verrà poi proposta alla Trasporti Pesanti. Per ora siamo in stallo, vediamo: di certo c’è che la Provincia di Cremona ha spedito prescrizioni ulteriori da seguire, il che indica come anche l’ente provinciale sia attento alla questione. Il ricorso al Tar rimane in piedi”.

Chiude il giro di pareri Ivana Cavazzini, consigliere di minoranza e capogruppo. “E’ stato un incontro convocato un po’ di fretta e con metodi poco condivisibili, tanto è vero che non è stato verbalizzato. Per conto mio, ho visto un sindaco abbastanza in difficoltà e quasi in trincea, tanto che il primo intervento lo ha fatto su mio sollecito. Da un lato mi sembra di avere visto un’apertura da parte di Storti, che si è detto disposto a valutare quali codici CER eventualmente eliminare; dall’altro invece la chiusura del sindaco Priori è proseguita e da questo punto di vista emerge come questa sia divenuta quasi una questione personale, che però non fa bene alla comunità. Da parte nostra, come minoranza, abbiamo chiesto che venga convocato al più presto un consiglio comunale aperto alla cittadinanza sul tema, invitando ovviamente pure l’azienda”.

Giovanni Gardani

 

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