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Gessi, da Giunta ok a proposta
di legge. Piloni: "Arriva tardi"

La proposta normativa regionale, che è stata approvata dalla Giunta e che sarà discussa in Consiglio regionale in occasione dell’assestamento di bilancio, risponde alla necessità di sopperire ad una grave lacuna.

La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta degli assessori Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi) e Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima), una proposta di legge riguardante il controllo, il monitoraggio e la tracciabilità dei gessi di defecazione da fanghi utilizzati in agricoltura.

“La Regione Lombardia – hanno dichiarato i due assessori – va a colmare una lacuna nazionale. I gessi di defecazione da fanghi sono stati inseriti per legge nell’elenco dei fertilizzanti nazionali e, anche se prodotti a partire da rifiuti, escono dai controlli e dalle tutele ambientali previste dalla regolamentazione dei rifiuti. Attendiamo da cinque anni un aggiornamento normativo per applicare anche a questi prodotti le regole di tracciabilità. Visto che non interviene lo Stato, interveniamo noi. Anche alla luce di quanto accaduto nelle scorse settimane abbiamo ritenuto necessario un intervento legislativo volto ad assicurare il controllo e il monitoraggio di tali prodotti”.

La proposta normativa regionale, che è stata approvata dalla Giunta e che sarà discussa in Consiglio regionale in occasione dell’assestamento di bilancio, risponde alla necessità di sopperire ad una grave lacuna circa il fatto che per tali materiali, pur sapendo chi li produce, il destino d’uso è ignoto e potenzialmente improprio, cioè non collegato alla funzione di correttivo sui terreni agricoli.

“Il decreto che ha introdotto il gesso di defecazione da fanghi nell’elenco dei fertilizzanti consentiti – hanno detto Rolfi e Cattaneo – è del 2016 e riportava la necessità di un aggiornamento della normativa ambientale specifica per l’utilizzo dei fanghi in agricoltura con l’inclusione dei gessi. Purtroppo, nonostante tavoli tecnici, bozze, incontri e discussioni parlamentari questo intervento non si è ancora concretizzato. Ora con una norma regionale vogliamo dare seguito alla necessità di regolamentare i movimenti dei gessi e di conoscerne la destinazione. Questo consentirà di inquadrare in maniera adeguata il loro utilizzo nel sistema di controllo per la corretta applicazione della Direttiva Nitrati e aprirà quindi la strada all’applicazione del sistema sanzionatorio a fronte del mancato rispetto delle regole tecniche di utilizzo di tale fertilizzante”.

Il Pdl prevede che la Giunta regionale possa ulteriormente estendere aspetti della disciplina sui fanghi in agricoltura ai gessi da defecazione, gessi da defecazione da fanghi e carbonati da defecazione, laddove prodotti utilizzando fanghi da depurazione. Si prevede inoltre un termine entro il quale le autorità competenti, ossia le Province, procedano a riesaminare gli atti autorizzativi al fine di adeguarli alle nuove disposizioni, prevedendo, in ogni caso, che le stesse divengano efficaci dal 1° febbraio 2022.

“Laddove l’impianto legislativo lo consentiva, la Regione era già intervenuta, vietando lo spandimento dei fanghi da depurazione per uso agronomico in 167 Comuni del territorio lombardo. Ora facciamo un passo ulteriore – concludono i due assessori – per tutelare la nostra agricoltura, il nostro territorio e la salute dei cittadini lombardi”.

Sul tema è intervenuto anche Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VIII Commissione Agricoltura. “È positivo”, ha detto Piloni, “che finalmente la Giunta regionale si sia decisa a intervenire sulla materia. Ma non possiamo che rilevare come ci sia voluta una iniziativa dell’autorità giudiziaria per far fare un passo in avanti a Regione Lombardia”.

“Non capiamo il motivo per cui non si poteva fare prima che accadesse ciò che è avvenuto anche nella nostra provincia – prosegue Piloni –. Rimane, tuttavia, aperta la questione dei controlli in carico ad Arpa per la quale, più di due anni fa, era stata approvata una risoluzione in consiglio regionale che destinava maggiori risorse proprio a questo scopo, ma sulla quale nulla è stato fatto”.

Dunque, fa presente il consigliere dem, “considerato che Arpa è un ente strumentale di Regione Lombardia e senza risorse e personale non può fare molto, anche le buone intenzioni rimangono sulla carta”.

Ma intanto assicura che “ovviamente valuteremo il testo attentamente e faremo le proposte più utili per migliorarlo, con l’obiettivo di risolvere il problema. Ricordo che nella nostra regione arriva una quantità di fanghi e gessi doppia rispetto a quella prodotta dai nostri depuratori. Ecco perché una cosa da fare subito è portare la questione in Conferenza Stato-Regioni affinché venga affrontata”, conclude Piloni.

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