Cronaca
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Nutrie e sicurezza ferroviaria:
parla la politica (da destra a sinistra)

Tanti gli interventi della politica dopo quanto accaduto a Cà d’Andrea, con la linea ferroviaria interrotta a causa dei buchi nella massicciata probabilmente causati dalle nutrie.

Tanti gli interventi della politica dopo quanto accaduto a Cà d’Andrea, con la linea ferroviaria interrotta a causa dei buchi nella massicciata probabilmente causati dalle nutrie.

In tal senso i consiglieri regionali del M5s Lombardia Marco Degli Angeli e Andrea Fiasconaro si sono chiesti se la filiera di controlli della ferrovia abbia davvero funzionato a dovere: “Questa volta una tragedia è stata scampata, ma la sicurezza di chi lavora e di migliaia di pendolari non può essere lasciata solo ed esclusivamente alla tempestiva segnalazione di un agricoltore e al pronto intervento di un primo cittadino. Quali tipi di controlli ha fatto Trenord e Rfi? Sono davvero stati sufficienti?”.

Aggiungono i due consiglieri: “Come MoVimento 5 Stelle è ormai da tempo che chiediamo maggiori fondi e risposte concrete per un piano di contenimento delle nutrie, la cui popolazione, tra i due capoluoghi di provincia, risulta essere la più densamente abitata in Lombardia. C’è da augurarsi – concludono i due consiglieri – che Regione intervenga in maniera solerte anticipando l’insorgere di danni irreparabili: l’occasione, per farlo, è sicuramente in sede di assestamento bilancio che verrà discusso durante il mese di luglio”.

Anche il Pd interviene sulla questione. “Che il problema delle nutrie in Lombardia – spiega Matteo Piloni, capodelegazione dem in commissione Agricoltura, che proprio nelle scorse ore ha presentato una interrogazione all’assessore Fabio Rolfi sull’argomento – rappresenti una vera e propria emergenza lo sappiamo tutti da molti anni, ma mai era capitato un evento grave come quello di questa sera a Torre de’ Picenardi, dove la prontezza di un agricoltore e del Sindaco Mario Bazzani che ha immediatamente avvertito Rfi, ha evitato che un treno della Mantova-Cremona-Milano transitasse su binari sospesi su una voragine creata, molto probabilmente, dalle nutrie, come i tanti agricoltori della zona hanno immediatamente evidenziato. In Lombardia, purtroppo, non c’è ancora un piano per le nutrie per i prossimi due anni e le risorse stanziate sono davvero insufficienti”.

“Vogliamo sapere a che punto siamo con la predisposizione del piano operativo 2021/2023 di eradicazione della nutria e quali sono le ragioni di tale ritardo – spiega Piloni, illustrando il cuore del documento – Chiediamo poi maggiori lumi anche in merito allo strumento della sterilizzazione: l’opinione dell’assessorato e le azioni specifiche che intende attuare in proposito”.

“Sarebbe, inoltre, opportuno approntare un piano economico pluriennale con risorse più cospicue – sottolinea il consigliere dem – in modo da programmare in maniera compiuta anche le azioni da intraprendere che giocoforza, senza una disponibilità economica adeguata, non possono essere concretizzate”.

“Poteva essere una tragedia quella di Torre de’ Picenardi, dove le nutrie hanno scavato un solco sotto le traversine ferroviarie e la linea Mantova-Cremona è rimasta bloccata per ore – dichiara invece Barbara Mazzali, consigliere regionale di Fratelli d’Italia -. Regione Lombardia è già attiva contro le nutrie, ma con il mio Pdl – che ho presentato in commissione – si potrebbe fare un ulteriore passo avanti nella lotta a questo roditore che ormai è fuori controllo”.

“Il mio Pdl propone alcune necessarie modifiche alla L.R. 20/2002 “Contenimento ed eradicazione della nutria (Myocastor Coypus)” con lo scopo di introdurre maggiore semplificazione amministrativa e operativa per gli enti locali e gli operatori e al contempo garantire maggiore chiarezza e continuità dei ruoli. E’ vero infatti che c’è già un piano nutrie e che già siamo attivi su questo fronte, ma la situazione è così emergenziale che dobbiamo fare di più”.

“Tra le varie cose, si introduce la possibilità di ricorrere al sotterramento nel caso di piccole quantità giornaliere, e la possibilità, per il gestore della gabbia o il soggetto attuatore, di trattenere il capo catturato. Si introduce inoltre il riferimento che consente, in via eccezionale per i capi abbattuti con arma da fuoco nell’ambito dei piani di controllo, che gli stessi possono essere lasciati in loco, quando le condizioni dell’habitat non rendano possibile il recupero. Inoltre si amplia il ventaglio dei soggetti autorizzati al prelievo previa formazione inserendo le ditte di “pest control” e loro incaricati e il personale incaricato dai proprietari o conduttori dei fondi agricoli”.

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