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Vaccini, terza dose: tra immunodepressi
e anziani oltre 50mila cremonesi

L’agenzia “sta attualmente valutando i dati sulle dosi aggiuntive e considererà se gli aggiornamenti alle informazioni sul prodotto siano appropriati. L’Ema valuterà anche i dati sulle dosi di richiamo".

Partirà a breve la campagna per la terza dose di vaccino, rivolta prioritariamente alle categorie che corrono maggiori rischi da un’eventuale recrudescenza del virus nella stagione autunnale. Di terza dose stanno parlando tutti, da Draghi al Ministro della Salute Speranza, alla vicepresidente della regione Letizia Moratti, che ha dichiarato “siamo pronti. Abbiamo presentato il nostro piano prima dell’estate al ministro Speranza e al commissario straordinario Figliuolo. Aspettiamo solo il via libera e, nel frattempo, stiamo aprendo centri vaccinali più piccoli rispetto agli hub che sono stati riferimento per la campagna vaccinale di massa”.

La prima categoria interessata a questa nuova fase è quella dei vulnerabili, ossia le persone con disabilità: sono 9.600 in provincia di Cremona, di cui 5.200 circa ultra80enni; seguiranno i “fragili”, persone cioè che presentano condizioni di salute precaria per pregresse malattie: sono circa 20.500 di cui 1.700 ultra80enni. Restano poi, sempre in via prioritaria, gli ultra80enni in genere che non rientrano nelle precedenti due categorie: 20.100 circa, sempre a livello provinciale. Dunque, un contingente stimabile in 50.200 persone.

Solo tre giorni fa il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato non solo di obbligo per il vaccino contro il Covid, quando verrà dichiarato da Ema e Aifa non più farmaco emergenziale ma ordinario, ma anche di introduzione della terza dose. Sulla sua opportunità tuttavia il mondo scientifico non è univoco, come abbiamo visto per molti altri temi legati alla diffusione del virus, in questi lunghi mesi di pandemia.

Anziani e immunodepressi in genere sono considerati più a rischio anche perchè vaccinati per primi, già a partire da febbraio. A confermare la necessità di una terza dose è anche il risultato di uno studio sulla rivista Lancet dell’Università di Glasgow e coordinato dal centro per la Ricerca contro il cancro dell’università di Birmingham: il 40% delle persone immunodepresse dopo due dosi di vaccino genera bassi livelli di anticorpi rispetto a chi è in buona salute, mentre l’11% di queste persone ha una risposta immunitaria pari a zero anche dopo le due dosi.

Solo qualche giorno fa l’Ema in una nota aveva chiarito che la terza dose non è urgente per i soggetti che hanno già completato la vaccinazione contro il Covid. “Non c’è necessità urgente di somministrare la dose ‘booster’ dei vaccini ai soggetti pienamente vaccinati secondo un report tecnico diffuso ieri dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Il report evidenzia anche che le dosi supplementari dovrebbero essere già prese in considerazione per persone con il sistema immunitario gravemente indebolito”,  si legge sul portale dell’Agenzia europea del farmaco.

L’Ema sottolinea anche che “è importante distinguere tra le dosi ‘booster’ per le persone con normale sistema immunitario e dosi supplementari per coloro che hanno un sistema immunitario indebolito. Alcuni studi indicano che una dose supplementare di vaccino può migliorare la risposta immunitaria nei soggetti immunodepressi, come coloro che hanno subito un trapianto d’organo e che hanno avuto un’iniziale risposta bassa alla vaccinazione. In questi casi, l’opzione di somministrare una dose supplementare dovrebbe essere considerata già ora”. La valutazione relativa alla terza dose potrebbe essere estesa, “come misura precauzionale”, “ai soggetti fragili più anziani”, in particolare “agli ospiti delle Rsa”.

L’agenzia “sta attualmente valutando i dati sulle dosi aggiuntive e considererà se gli aggiornamenti alle informazioni sul prodotto siano appropriati. L’Ema valuterà anche i dati sulle dosi di richiamo. Mentre l’Ema valuta i dati rilevanti, gli Stati membri” dell’Ue “possono prendere in considerazione piani preparatori per la somministrazione di richiami e dosi supplementari”. Quindi, il messaggio per i singoli stati che “devono prepararsi a eventuali modifiche dei loro programmi di vaccinazione qualora si notasse una diminuzione sostanziale dell’efficacia del vaccino in uno o più gruppi di popolazione”.

gbiagi

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