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Nutrie, più poteri agli enti locali
Minoranze: "Risorse insufficienti"

Le Province dovranno istituire il tavolo provinciale di coordinamento con Prefetture, Comuni, associazioni agricole, associazioni venatorie, consorzi di bonifica e altri soggetti interessati, per monitorare annualmente gli obiettivi di eradicazione, mentre per il supporto all’attività di controllo le amministrazioni comunali possono stipulare convenzioni.

Più poteri agli enti locali e un ampliamento delle modalità operative e degli strumenti per la caccia e la cattura delle nutrie, i grossi roditori che infestano le campagne lombarde causando gravi danni alle coltivazioni. Lo prevede un progetto di legge approvato giovedì 28 ottobre dalla commissione Agricoltura del consiglio regionale, con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione della minoranza. Come evidenzia una nota del consiglio regionale, con questa legge vengono ridefinite le competenze di ogni singolo livello istituzionale a partire dai comuni, che vengono considerati “competenti alla gestione delle problematiche relative al sovrappopolamento delle nutrie” e possono utilizzare “tutti gli strumenti sinora impiegati per le specie nocive”.

La norma precisa inoltre che le Province possono essere commissariate dalla Giunta regionale “qualora non adempiano all’obbligo di attuare il programma regionale”. Le Province dovranno istituire il tavolo provinciale di coordinamento con Prefetture, Comuni, associazioni agricole, associazioni venatorie, consorzi di bonifica e altri soggetti interessati, per monitorare annualmente gli obiettivi di eradicazione, mentre per il supporto all’attività di controllo le amministrazioni comunali possono stipulare convenzioni con associazioni venatorie, ambiti territoriali di accia e comprensori alpini. L’attuazione dei piani di controllo è ritenuta un servizio di pubblica utilità.

Un’altra regola riguarda la possibilità per le Province di autorizzare all’abbattimento diretto degli animali la polizia municipale e provinciale, gli agenti venatori volontari, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, gli operatori dei consorzi irrigui, gli incaricati delle ditte “pest control”, i cacciatori e i proprietari o conduttori e i loro familiari dei fondi agricoli. Viene stabilito inoltre che l’eradicazione delle nutrie avvenga in ogni periodo dell’anno su tutto il territorio regionale, compreso quello vietato dalla caccia, ed è previsto per il 2021 uno stanziamento di 500mila euro. L’approvazione finale verrà calendarizzata in una delle prossime sedute consiliari.

Ma da Matteo Piloni, consigliere regionale cremasco e referente dem in consiglio per le politiche agricole, “dopo aver approvato il famoso piano triennale con sette mesi di ritardo, oggi la Regione Lombardia approva l’ennesima modifica che contiene già molte delle direttive inserite nel piano stesso e che cerca, con qualche aggiustamento normativo ma con risorse ridicole, di risolvere una questione che senza adeguati stanziamenti non si risolverà mai. Secondo gli esperti del settore – spiega Piloni – servirebbero, nel triennio, almeno 10 milioni di euro, come è stato fatto qualche anno fa per la lotta al lotta al randagismo, quando è stato istituito un fondo nazionale: con 500mila euro, la stessa somma che avevamo ottenuto a luglio in sede di assestamento al bilancio, non si va proprio da nessuna parte”.

Sul tema interviene anche Andrea Fiasconaro del Movimento 5 Stelle: “Siamo d’accordo sul fatto che la diffusione delle nutrie, all’interno dei territori, debba essere contenuta attraverso apposite azioni. Regione Lombardia è stata spesso altalenante nell’attuare piani nel merito, così come spesso è mancata nel supporto agli Enti locali. Questa proposta di legge introduce novità interessanti al riguardo e per questo motivo ne condividiamo spirito e obiettivo. Ciò che però non condividiamo è la scarsità delle risorse messe a disposizione. Il problema è sostanziale e confermare i 500mila euro, già previsti, non basta. Per questo motivo il Movimento Cinque Stelle ha deciso di astenersi in sede di votazione. Cercheremo di affrontare la questione nel corso della discussione in Aula. dove presenteremo emendamenti al testo, volti a risolvere sia le problematiche legate al finanziamento sia a migliorare le proposte inerenti alle azioni di contenimento, che non possono essere esclusivamente legate all’abbattimento dell’animale”.

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