Ambiente

Distretto del Po: alta l’attenzione sulla siccità, che ora interessa anche l’idropotabile

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata “MEDIA in assenza di precipitazioni”

Il fiume Po a Boretto (foto Roberto Folloni)

Nonostante il progressivo allentamento dell’anticiclone africano e i temporali sparsi stiano favorendo un progressivo abbassamento delle temperature, diverse aree del Distretto del Po continuano a fare i conti con gli effetti delle recenti ondate di caldo: alle sezioni idrometriche di Cremona e Borgoforte le portate di Po continuano ad essere ampiamente sotto media e a caratterizzarsi come tipiche di una condizione di “siccità severa”; il livello di riempimento del Lago Maggiore ha ormai raggiunto il suo limite inferiore per cui, in assenza di afflussi significativi, il regolatore sarà costretto a ridurre al minimo le erogazioni per non compromettere la funzionalità del sistema.

In Piemonte – dove sono a rischio i raccolti del mais, i prati, i frutteti e le coltivazioni del riso – la situazione permane critica, specie sul Sesia (area che coinvolge anche parte della Lombardia), mentre sul Delta le portate del Po, per quanto in lieve risalita, non hanno ancora raggiunto un livello tale da contrastare con il necessario vigore l’avanzata dell’intrusione salina, che interessa ormai stabilmente anche il ramo del Po di Goro (Ferrara). Rimangono pertanto pressoché inalterate in tutto il Distretto le difficoltà per le colture che necessitano di ulteriore irrigazione per arrivare a completa maturazione. Ma è l’idropotabile adesso il settore che comincia a preoccupare seriamente. Secondo i dati forniti da Utilitalia sarebbero già numerosi i comuni interessati dal servizio straordinario di fornitura di acqua con autobotti: già interessati il Rodigino, dove si registra una condizione di severità idrica alta, il Pavese, il Vercellese, il Novarese, l’Alessandrino e il Cuneese. In particolare sofferenza anche molteplici comuni nell’alto Marchigiano.

In Valle d’Aosta la portata della Dora Baltea è scesa a circa 115-120 metri cubi al secondo, mentre i bacini artificiali fanno registrare un volume di accumulo complessivo pari a circa 42 milioni di metri cubi, corrispondente a circa il 43% del volume di riempimento (tra i valori più bassi mai registrati). Dal Piemonte è pervenuta una richiesta ufficiale alla Regione Valle d’Aosta per un rilascio aggiuntivo dai bacini montani che possa offrire aiuto ai territori in forte difficoltà (si rilasciano, ad oggi, circa mezzo milione di metri cubi al giorno). La richiesta è ora al vaglio dell’amministrazione regionale valdostana.

La Liguria comunica alcune criticità zonali sporadiche e invasi al di sotto del livello di riempimento tipico per il periodo (l’invaso del Brugneto è al 61% di riempimento). Ancora numerose le ordinanze, da parte delle amministrazioni comunali locali, per sensibilizzare i cittadini ad un uso maggiormente responsabile dell’acqua evitando ogni forma di spreco.

In Lombardia il deficit di risorsa cumulata è attualmente pari al 43%, con maggiore sofferenza nel bacino del Ticino. Il tavolo regionale sulla crisi idrica ha annunciato un accordo con i gestori idroelettrici in favore dei bacini di Adda, Brembo e Serio, Oglio. Anche qui si registrano criticità all’idropotabile, con 5 province coinvolte: sono 50 i comuni in difficoltà, di cui 17 in emergenza con autobotti.

In Emilia-Romagna le dighe di Mignano e Molato sono in progressivo svuotamento (percentuale di riempimento rispettivamente al 30% e 23%). In controtendenza il Bolognese, con Suviana al 93%, ad oggi una risorsa florida e Brasimone al 67%. Anche sul Riminese le condizioni sono buone sia per Ridracoli (72%) che per Conca (49%). Grazie ai recenti temporali, risalgono i livelli del Grande Fiume presso l’impianto di Palantone, dove la presa del Consorzio CER sta continuando ad operare regolarmente.

In Veneto si continua a fronteggiare l’emergenza generata dal fenomeno dell’intrusione salina: il Consorzio di Bonifica Adige Po continua ad operare in emergenza per far fronte all’impossibilità di prelevare risorsa direttamente dai numerosi sistemi che insistono sui diversi rami del Po. L’attuale aumento delle portate a Pontelagoscuro sta consentendo la riattivazione di alcune delle prese a fiume, ma la situazione continua ad essere costantemente monitorata.

Anche nelle Marche il quadro è peggiorato a causa della scarsità di precipitazioni e dell’incremento delle temperature. L’invaso di Mercatale ha un volume d’invaso pari al 58%, in evidente riduzione nelle ultime settimane e vicino ai valori minimi. In peggioramento, inoltre, il quadro dell’idropotabile a causa del progressivo esaurimento dei sistemi sorgentizi: ad oggi ben 32 i comuni in cui si sta operando con le autobotti.

In Toscana i territori appenninici a ridosso del confine emiliano vedono una situazione di criticità bassa, ma la tendenza è comunque incline al peggioramento, soprattutto nel Pistoiese.

Non si rilevano infine particolari criticità nella Provincia autonoma di Trento.

Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 19 luglio: Piacenza 210 metri cubi al secondo; Cremona 285 m3/s; Boretto (RE) 351 m3/s; Borgoforte (MN) 374 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 348 m3/s (ma nelle ultime ore i valori hanno raggiunto i 430 m3/s).

Alla data del 20 luglio il quadro dei Grandi Laghi Regolati continua a mantenersi difficoltoso, in particolare per il Lago Maggiore, che è ormai al 13% del riempimento (attestandosi, ad oggi, a -0,26 cm sotto lo Zero Idrometrico di Sesto Calende); intorno al 13% anche il riempimento del Lago di Como (pari a 17 centimetri in meno nell’ultima settimana); si mantengono stabili il Lago d’Iseo (-1% nell’ultima settimana, dove precipitazioni attualmente in atto lasciano presagire una minima risalita che dovrebbe aiutare però solo per qualche giorno) e il Lago d’Idro (-3% nell’ultima settimana), mentre il Lago di Garda (-4% nell’ultima settimana) è considerato oggi una sorta di “ultimo baluardo” dei rilasci cui il Distretto possa attingere in casi di difficoltà estremi.

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata “MEDIA in assenza di precipitazioni”.

Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 30 luglio. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .

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