Cronaca
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Zanichelli: "Non diversamente abili,
siamo tutti persone con abilità diverse"

"La diversità è parte della condizione umana e che ognuno, prima di tutto, è un essere umano, e in quanto tale, occorre che la persona con disabilità rimanga sempre al centro, tenendo conto dei suoi desideri, aspettative e preferenze e garantendo, con i giusti e adeguati sostegni, il diritto inalienabile ad avere, come chiunque altro, un proprio percorso nella prospettiva della migliore qualità di vita possibile"

Non ha mancato – uomo di profondissima sensibilità – di rimarcare che oggi è la Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Luca Zanichelli, sindaco di Rivarolo del Re, ha voluto scriverne. “A Rivarolo ho intenzione di portare avanti progetti importanti legati alla disabilità” cia aveva detto qualche giorno fa, mentre veniva inaugurata la mostra dei suoi bambini dell’infanzia e delle seconde elementari. E’ uomo di parola sempre Luca, non ci resta che attendere. Intanto però queste sono le sue – profonde – parole legate alla giornata odierna.

𝗘’ 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗵𝗲 ed è spesso l’incontro nei luoghi della cultura che ci porta a stare insieme dialogare sul tema del diritto universale a prendere parte attivamente ad ogni ambito della vita sociale. Questi stimoli fanno scaturire un dibattito e un confronto che ci dovrebbe portare verso una società equa e dialogante nell’accogliere chi ha più difficoltà di noi nella vita.
𝐂𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐝 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.

𝗟’𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗲, 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶, 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. Serve in primis un “adeguato” approccio al disabilità.
Iniziamo ad utilizzare le parole “giuste” quando parliamo di disabilità o di persone disabili. Utilizziamo la terminologia più adatta per riferirsi alla persona con disabilità utilizzando un linguaggio inclusivo che sottolinei il valore della persona indipendentemente dalla sua condizione. 𝑰𝒍 𝒍𝒊𝒏𝒈𝒖𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 è 𝒖𝒏 𝒗𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆, 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒓𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒆 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒔𝒑𝒆𝒄𝒊𝒇𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂. Dobbiamo favorire il più possibile una trattazione consapevole dell’argomento disabilità facilitando l’utilizzo dei termini più rispettosi.

La diversità è parte della condizione umana e che ognuno, prima di tutto, è un essere umano, e in quanto tale, occorre che la persona con disabilità rimanga sempre al centro, tenendo conto dei suoi desideri, aspettative e preferenze e garantendo, con i giusti e adeguati sostegni, il diritto inalienabile ad avere, come chiunque altro, un proprio percorso nella prospettiva della migliore qualità di vita possibile.

Superando definitivamente il precedente approccio pietistico, assistenziale e medico, perviene una “nuova definizione” di persona con disabilità, ovvero “coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri”.

La nuova definizione supera, quindi, come detto, il precedente approccio fondato sul modello medico che definiva la disabilità solo in base alla diagnosi medica considerando le limitazioni dipendenti da essa e insite, quindi, nella persona. Mentre 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐞 𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞.

Quindi, la disabilità non è più da intendersi come una caratteristica, “la persona non è la sua malattia” bensì è l’interazione negativa con il contesto a determinare effetti disabilitanti delle persone nella misura in cui interagiscono con essa come barriere e non già come facilitatori.

In tale visione le caratteristiche personali vanno valutate solo in funzione dei giusti, adeguati e necessari sostegni di tipo formale e informale, di cui ogni singola persona, in relazione con il proprio contesto personale, familiare e sociale necessita per essere posta in 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢“.

N.C.

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