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Delegati lombardi per Quirinale,
tra M5S e Pd volano gli stracci

Botta e risposta tra i due partiti di opposizione in Consiglio regionale, Pd e M5S, dopo l’elezione dei tre rappresentanti della Regione che parteciperanno al voto del prossimo Presidente della Repubblica, a partire dal 24 gennaio.

Botta e risposta tra i due partiti di opposizione in Consiglio regionale, Pd e M5S, dopo l’elezione dei tre rappresentanti della Regione che parteciperanno al voto del prossimo Presidente della Repubblica, a partire dal 24 gennaio. I tre delegati  sono stati votati questa mattina dal Consiglio regionale, a scrutinio segreto. Per la maggioranza andranno Attilio Fontana e Alessandro Fermi, entrambi della Lega, mentre a rappresentare la minoranza, a sorpresa, è stato eletto l’esponente dei 5 Stelle Dario Violi che ha ottenuto 22 preferenze, 5 in più del capogruppo del Pd Fabio Pizzul, fermatosi a 17.

E tra i due partiti di opposizione non sono mancate le frecciate reciproche. “Forza Italia e Fratelli d’Italia – dichiara Matteo Piloni, consigliere Dem –  hanno scelto un esponente del Movimento 5 stelle. Il delegato delle opposizioni per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è stato scelto dal centrodestra. L’interferenza della maggioranza nelle dinamiche dell’opposizione è un fatto grave, ma soprattutto è un fatto politico che ha a che fare con l’obiettivo di Forza Italia di far eleggere Silvio Berlusconi come prossimo capo dello Stato. Per carità, non cambia il mondo, noi rimaniamo convinti che la chiarezza e la coerenza paghino sempre. Prendiamo atto, però, che siamo l’unica opposizione vera in Regione Lombardia e che il M5S ha ottenuto molti voti da chi sostiene Berlusconi alla Presidenza della Repubblica”.

“Questa elezione – controbatte Marco Degli Angeli – sia un messaggio chiaro verso chi, peccando di supponenza, nei salotti politici e
mediatici ci considera finiti: il M5S c’è e continuerà ad avere il suo peso in Lombardia. I ventidue voti ottenuti dimostrano come il Movimento Cinque Stelle abbia lavorato in modo puntuale e compatto. Sono soprattutto un riconoscimento all’azione politica che abbiamo saputo portare avanti con serietà e preparazione durante le due legislature in Consiglio Regionale”.

Aggiunge il consigliere: “Il nostro lavoro è sempre andato in un’unica direzione: utile a comprendere e ad affrontare le criticità sociali e politiche.  Proprio per questo motivo tralascerei le illazioni fatte dal Pd nei nostri confronti. Fanno tuttavia sorridere certe affermazioni:
ai colleghi del Partito democratico vorrei sottolineare come non ci sia stato nessun accordo politico da parte nostra con la maggioranza; la scelta del collega Violi è stata di solo merito. Fa sorridere poi che certe accuse arrivino proprio dal Pd che, in questi anni, sono stati i fuoriclasse delle poltrone nei vari consigli di amministrazione nominati dalla politica”.

Asserisce Degli Angeli: “Trovo inaccettabili le parole del Pd; che provi piuttosto a guardare in casa sua prima di accusare il MoVimento. Infatti, se parti della maggioranza hanno sostenuto il nostro candidato, è evidente come proprio il capogruppo del Pd (parrebbe inoltre che il Pd non abbia votato in modo compatto il proprio capogruppo) non abbia saputo sfruttare le debolezze e le rotture della maggioranza. Non accetteremo illazioni o dichiarazioni infamanti, noi siamo in opposizione e come sempre faremo opposizione non tanto per questioni di bandiera, ma per tutelare i cittadini lombardi”.

Da Roma,  il commento del deputato Luciano Pizzetti – “grande elettore”, da consigliere regionale lombardo, per l’elezione del primo mandato presidenziale di Giorgio Napolitano – è quello di chi non nega la brutta figura del Pd (è norma consolidata che a Roma vadano due rappresentanti della maggioranza e il capogruppo del principale partito di opposizione), ma guarda oltre: “Il fatto grave è che la Lombardia manda a Roma, per l’elezione del Capo dello Stato, tre rappresentanti scelti dalla maggioranza. E’ stato commesso un inciucio istituzionale e vale poco il fatto che il prescelto (Violi, ndr) dica che non voterà Berlusconi: tanto il voto è segreto”.

“Non sono vere alcune interpretazioni che ho letto, che il rappresentante M5S è stato eletto coi voti della Lega. La Lega ha scelto i suoi, Fontana e Fermi, Violi è stato eletto coi voti di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Resta il fatto, gravissimo, che il centro destra ha scelto anche il delegato del centrosinistra”.

gbiagi

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