Cronaca
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Omicidio Tanzi, Maria Teresa in aula
e un sms tre settimane prima del delitto

“Mi ha colpita al braccio e mi ha rotto il labbro - spiega Maria Teresa - ma se non avessi promesso di reggere la sua versione, mi avrebbe uccisa”.

E’ stata sentita la testimone chiave dell’omicidio di Daniele Tanzi, ucciso nella notte tra il 4 e il 5 maggio al Vecchio Mulino di Parma. Nella giornata di venerdì ha parlato al processo in Corte d’Assise a Parma Maria Teresa Dromì, fidanzata del 18enne di Casalmaggiore straziato da 33 coltellate. La ragazza è stata la prima ad accusare, essendo presente sulla scena, Patrick Mallardo, a processo proprio per l’omicidio.

La testimonianza di Maria Teresa ha fatto luce su diversi aspetti del crimine: anzitutto Maria Teresa ha spiegato che il pomeriggio del 4 maggio lei e Daniele erano stati a fare un giro al Parco Ducale, a Parma, assieme ad altri ragazzi, tra i quali c’era anche Patrick. Un rapporto contrastato sì, ma che in quel momento sembrava di amicizia. Poi la “trasferta” al Vecchio Mulino, da dove Maria Teresa manda a Patrick e agli altri ragazzi presenti poco prima al Ducale alcuni messaggi su WhatsApp, poi cancellati.

Alla fabbrica però, così viene chiamato il Vecchio Mulino, arriva solo Patrick, che colpisce con ferocia Daniele. “Sembrava avesse il diavolo dentro di sé” spiega Maria Teresa a processo. Aggiungendo due dettagli non di poco conto: Patrick non l’avrebbe uccisa dietro la promessa della ragazza di reggere la sua ricostruzione farlocca. Maria Teresa lo ha fatto al primo intervento della polizia, giunta sul posto chiamata proprio da Patrick, per fingere un’aggressione che lo stesso Mallardo avrebbe tentato di scongiurare col suo intervento (da carnefice ad eroe). Poi però, quando resta sola coi poliziotti, spiega tutto, per filo e per segno.

E racconta anche che Patrick si era tolto le scarpe per salire al piano di sopra del Vecchio Mulino, confermando che lo stesso – dopo l’omicidio – si era sfilato calzini e felpa, ritrovati nel canale di fianco, per non lasciare tracce. “Mi ha colpita al braccio e mi ha rotto il labbro – spiega Maria Teresa – ma se non avessi promesso di reggere la sua versione, mi avrebbe uccisa”.

Il triangolo amoroso resta molto contrastato – la mamma di Maria Teresa parla di botte ricevuta dalla ragazza dall’ex e la giovane non sa dire con precisione quanto sia durata la convivenza tra i due – e su questa confusione sembra ora puntare la difesa di Mallardo, con gli avvocati Francesco Savastano e Raffaella Santoro. Durante la frequentazione con Daniele, Maria Teresa era uscita due volte con Patrick. Il 15 aprile, però, tre settimane prima dell’omicidio, aveva chiesto a Daniele in un messaggio di “spaccare la faccia a chi la insulta, come faceva Patrick”.

Altro dettaglio emerso, stavolta dalle parole di Cosimo Romano, dirigente della Squadra Mobile intervenuta sul posto il giorno dell’omicidio, è la presenza del Dna di Tanzi sulla lampada frontale usata da Patrick per fare luce quella notte, oltre che sulla felpa dello stesso Mallardo ritrovata nel canale. A casa del presunto assassino, poi, mancava un coltello di un set di quattro: quello usato per uccidere.

Giovanni Gardani

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