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Reithera, Pan: "Conclusa fase
di follow up, risultati entro l'estate"

In Italia, intanto, si continua a ragionare sulla quarta dose, che secondo Pan “è assolutamente raccomandabile per gli ultra 80enni e le categorie fragili. Successivamente vedremo a chi dovrà essere estesa”.

Che fine ha fatto lo studio Reithera, a poco più di un anno dal suo avvio? Proprio nei giorni scorsi si è conclusa la seconda fase della sperimentazione, e i risultati dovrebbero arrivare a breve, come spiega il dottor Angelo Pan.

“Abbiamo terminato la fase di follow up attorno al 7 aprile” sottolinea. “I pazienti hanno avuto il monitoraggio fino a un anno dalla somministrazione del vaccino. Tutto è stato complicato dal fatto che nel frattempo si sono resi disponibili altri vaccini, mentre questo era stato pensato per una fase preliminare del covid. Dunque anche il protocollo è stato modificato in corso d’opera. Non abbiamo ancora dati disponibili, ma dovremmo averli entro l’estate”.

Le caratteristiche di Reithera sono simili a quelle del vaccino inglese: “E’ basato sull’impiego dell’adenovirus del gorilla come navicella per il trasporto dell’informazione per produrre la proteina Spike del coronavirus nell’organismo” spiega Pan. “Potrebbe avere dei buoni risultati. La valutazione che avevamo fatto serviva a verificare se una dose era più tollerata ed efficace rispetto a due dosi, oltre a verificare la potenza del vaccino in assoluto. Verrà fatto uno studio di fase tre in aree dove i vaccini non sono ancora disponibili e dove quindi la popolazione vaccinata è scarsa, e prevederà probabilmente un controllo rispetto un altro tipo di vaccino”.

Naturalmente è presto per dire quale sarà il futuro di Reithera: “Bisognerà vedere quali saranno i risultati dello studio” continua Pan. “Potrebbe diventare una delle armi disponibili nel trattamento dell’infezione. Dipenderà anche da quanta capacità ha di stimolare una buona risposta immunologica, quanti e quali sono gli effetti collaterali, qual è il costo. In base a questo si capirà se offre dei reali vantaggi e quali sono le popolazioni che potranno beneficiarne”.

Insomma, quello italiano sembra uno studio che potrà aiutare i Paesi più svantaggiati dal punto di vista sanitario: “Il fatto che ci siano popolazioni poco vaccinate implica che il virus può circolare liberamente, e di conseguenza si possono sviluppare nuove varianti: questo rappresenta un problema anche per noi. Quindi un vaccino in un paese dove non è ancora disponibile è un vantaggio per tutti”.

In Italia, intanto, si continua a ragionare sulla quarta dose, che secondo Pan “è assolutamente raccomandabile per gli ultra 80enni e le categorie fragili. Successivamente vedremo a chi dovrà essere estesa”.

Anche perché il Covid è ancora lontano dall’essere sconfitto, anzi: “Siamo sicuri che la prossima variante sarà più contagiosa delle precedenti, perché altrimenti non potrebbe sostituire quelle esistenti, mentre non sappiamo se sarà o meno più cattiva” spiega il medico. “Come cambierà a livello di aggressività è assolutamente casuale e non possiamo sapere cosa ci aspetta. La cosa certa è che ci vogliono tempi molto lunghi affinché il virus diventi “buono”. E’ difficile fare una previsione”.

Per questo è fondamentale non abbassare la guardia: “Ancora conosciamo solo alcune cose di questa malattia, sappiamo che può provocare danni in organi e tessuti, al cuore e al sistema nervoso centrale, anche in chi contrae il covid in modo lieve. Dobbiamo ricordare che non è un virus dell’influenza, purtroppo” conclude Pan.

Laura Bosio

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