Cronaca
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Don Spreafico: "Se fanno notizia
le regole, preoccupiamoci"

"La CHIUSURA GENERALE invece capita più raramente ed è prevista nel caso si voglia dare un segnale di “scossa” a tutti, di solito in seguito ad una situazione di degrado diffuso, uno stile che ha preso piede in maniera generalizzata. Ecco... Tutto qui! Se sembra strano, preoccupiamoci sul serio!”. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

L’arma della chiusura dell’oratorio di Cicognara, al di là dell’eco mediatica suscitata, ha portato frutto e ha funzionato. Sin dal giorno dopo, infatti, le persone hanno iniziato a rigare dritto, come conferma don Andrea Spreafico, parroco di Cicognara, che aveva deciso di affiggere fuori dall’oratorio una sorta di decalogo al contrario, indicando cioè tutto quello che non andava e chiedendo dunque un miglioramento sensibile del comportamento. Un’arma, quella di don Andrea, che pare sia stata ripresa anche da altri sacerdoti.

Lo stesso sacerdote aveva riflettuto sull’enfasi scatenata dal suo gesto con un post su Facebook: “Riguardo al cartellone “disciplinare” appeso al nostro cancellino e alla enfasi mediatica nazionale che si è “guadagnato”… da una parte sono piacevolmente compiaciuto e dall’altra preoccupato. Compiaciuto perché i temi educativi non fanno tendenza da parecchio tempo… ci riesce lo Sport, lo Spettacolo, il Pettegolezzo, lo Scandalo… ma non ce la fa un “normale atto educativo”.

Perché è di questo che si tratta. Ho letto di commenti che parlavano di un “prete arrabbiato che per punizione…” Macché punizione! Il prete può essere anche arrabbiato… ma non ha prodotto un atto per compensare la sua ferita d’orgoglio o semplicemente per “farla pagare”. Se così fosse, non sarebbe un vero prete e nemmeno un vero adulto.

Invece trattasi di un “paletto”, di un argine innalzato, di una barriera che “aiuta” il fiume ad arrivare al mare senza disperdersi in mille rivoli… Perché nessuno nasce capace di questa determinazione… e non basta il fai-da-te per crescere. Lo ”STOP” di un giorno (altre volte anche di qualche giorno) serve ai piccoli (e purtroppo devo dire che comincia a servire sempre di più anche ai grandi – piccoli ormai malcresciuti) per porsi una domanda fondamentale: per uscire dal mio spazio ed entrare in quello di un’altra persona o di una Comunità mi viene chiesto di cambiare qualcosa di me. Sono disposto a cambiare? Mi interessa di più RIMANERE dentro lo spazio altrui (rinunciando a qualcosa che mi viene detto essere inappropriato) oppure preferisco non perdere i miei atteggiamenti (disordinati) ma rimanere FUORI?

Di fronte a questa SCELTA ciascuno si interroga e di determina… e cresce, perché è nelle scelte e non nelle imposizioni che si cresce. L’educazione è tutta qui. In secondo luogo egli tornerà sul TEMA della decisione e si domanderà se il suo comportamento era così negativo, si confronterà con altri, chiederà spiegazioni… e crescerà in un altro modo ancora.

Il dramma di tanti educatori-mancati-di-oggi (genitori, nonni, insegnanti, allenatori, preti, adulti in genere) è l’incapacità di generare questi “fastidi”, perché di fastidi si tratta. Per evitarli si dice di SI a tutto (si chiama TOLLERANZA ed è il VELENO dell’educazione). Il ”Sì” è un cancello aperto… dopo esservi passato, te lo dimentichi; il “No” è un argine (cancello chiuso) e devi curarlo continuamente, perché l’acqua ci continua a sbattere contro.

Oltre che compiaciuto, d‘altro canto invece sono preoccupato… enfasi nazionale? Abbiamo fatto qualcosa di così strano e raro?
Comunque, per rispondere ad alcuni commenti che ho letto riguardo al “fallimento educativo della chiusura” vorrei precisare così: nel nostro Oratorio la disciplina è formalizzata secondo tre gradi e approfittando di una metafora calcistica:
– Quando l’atto maleducato/violento è pubblico, avvenuto in cortile e davanti a tutti, e non c’è quindi il pericolo di ledere la riservatezza, avviene il PRIMO RICHIAMO (al microfono e poi di persona). Normalmente la maggior parte dei casi si risolve così.
– Se invece non si risolve, assegniamo un bel “CARTELLINO GIALLO”: un foglio appeso in bacheca con l’elenco degli ammoniti, il motivo del richiamo… una specie di ultimatum. Rimane appeso per un mese. Vengono avvisati anche i genitori. Se il fatto si ripete da parte della stessa persona, rilasciamo il…
– CARTELLINO ROSSO: è l’espulsione dall’Oratorio (qualche giorno/settimana/mese, dipende). Per poter essere riammessi occorre comunque un colloquio con i genitori.

La CHIUSURA GENERALE invece capita più raramente ed è prevista nel caso si voglia dare un segnale di “scossa” a tutti, di solito in seguito ad una situazione di degrado diffuso, uno stile che ha preso piede in maniera generalizzata. Ecco… Tutto qui! Se sembra strano, preoccupiamoci sul serio!”.

G.G.

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