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Simone Raineri, la sua Under 23
di Canottaggio ai vertici mondiali

Simone Raineri, olimpionico di casa nostra, ci ha messo del suo. Un po’ della sua infinita esperienza e del suo coraggio, un po’ di quella energia che lo ha sempre contraddistinto e di quei muscoli che restano gli stessi di quando il canottaggio lo faceva da atleta

Ha affiancato Spartaco Barbo nella preparazione degli atleti del canottaggio. Under 23, l’ultimo gradino prima degli assoluti. Simone Raineri, olimpionico di casa nostra, ci ha messo del suo. Un po’ della sua infinita esperienza e del suo coraggio, un po’ di quella energia che lo ha sempre contraddistinto e di quel crederci sempre di quando il canottaggio lo faceva da atleta. Molto è sicuramente merito del carattere degli atleti, della loro voglia di emergere in uno sport difficile e spesso senza ribalta come il canottaggio. Che fai perché ci credi, perché lo senti, perché lo vivi e sei motivato. Ma un allenatore come Simone è un lusso, con tutto il bagaglio che ha alle spalle. E’ soddisfatto Simone Raineri. Ai mondiali Under 23, i ragazzi della nazionale che allena sono stati davvero bravi. Anzi, qualcosa in più. Sono stati i migliori. L’Italia è davanti a tutte le superpotenze nel medagliere per nazioni, 10 medaglie, 6 ori, due argenti e due bronzi, contro le 7 degli Stati Uniti e le 6 della Gran Bretagna, venti equipaggi schierati, ben 15 in finale. “E’ stato bello ed emozionante – ha spiegato Simone Raineri, che collabora con i capi allenatore Spartaco Barbo e Benedetto Vitale – dopo cinque anni da quando ho smesso come atleta rientrare in famiglia. Sono tornato a respirare l’aria delle grandi competizioni ed è stato davvero emozionante. Ho visto tanta gente ad assistere alle prove. Devo dire che abbiamo lavorato bene. L’Under 23 è il bacino per il settore assoluto e devo dire che ci sono almeno 5 o 6 atleti che sono pronti”. Le Olimpiadi non sono poi così lontane, ma il canottaggio italico si sta preparando al meglio. “E’ stato un mese intenso, e devo ringraziare il Gruppo di Parma della Guardia di Finanza che mi ha dato la possibilità di vivere pienamente tutta l’esperienza sino a Varese”.

N.C.

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