Economia
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Continua l'inflazione
record: i grafici esplicativi

Se si osserva la variazione congiunturale nel mese di settembre, a fronte di un valore assoluto dell’indice pari a 118,2 punti, i prezzi pagati dai consumatori italiani sono cresciuti dello 3,5% rispetto a settembre. 

Continua la fiammata record dell’inflazione italiana. Secondo i dati provvisori Istat (indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività), nell’intervallo ottobre 2021 – ottobre 2022 si è registrato un incremento generale dell’inflazione che, su base annua, ha sfiorato i 12 punti percentuali (+11,9%). Se si osserva la variazione congiunturale nel mese di settembre, a fronte di un valore assoluto dell’indice pari a 118,2 punti, i prezzi pagati dai consumatori italiani sono cresciuti dello 3,5% rispetto a settembre.

Venendo all’analisi dei dati sulle singole divisioni di spesa, per quanto riguarda le variazioni su base tendenziale, (confronto ottobre 2022-ottobre 2021), le prime tre piazze del podio sono state occupate, rispettivamente: dalla voce “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, con una fiammata dei prezzi al consumo pari al 58,8%; dalle spese per l’acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche aumentate dell’13,5% e dai trasporti (+8%). Unica divisione di spesa in contrazione, sempre rispetto al mese di ottobre dello scorso anno e come già accaduto nella rilevazione Istat di settembre, quella delle comunicazioni con una riduzione dei prezzi pari a 2,5 punti percentuali. Se si confronta invece il dato di ottobre con quello del mese di settembre (variazione congiunturale), anche in questo caso l’incremento maggiore ha riguardato i beni energetici riferibili alle utenze delle abitazioni con una spinta al rialzo del 25,5%. A seguire, distanziato, l’aumento dei prodotti alimentari e bevande analcoliche che ha sfiorato comunque i 2 punti percentuali nell’ultimo mese. Ridotte le altre variazioni congiunturali anche in termine di contrazione, con i servizi ricettivi e di ristorazione che guidano tale classifica (-0,9%).

Passando ai dati riferibili al soli beni alimentari e, in primis, alle rispettive variazioni congiunturali, complessivamente si riscontra una ripresa del loro indice dell’1,9% trainata dai prodotti freschi non lavorati i cui prezzi sono cresciuti del 2,4% mentre, quelli della trasformazione agroindustriale, hanno fatto registrare un incremento più contenuto (+1,7%). Dal lato delle variazioni annue, rispetto al mese di ottobre 2021, la forte spinta inflazionistica è evidente se si osserva l’istogramma sotto riportato. Il carello “generale” di prodotti agricoli, cibi e bevande analcooliche è aumentato dell’13,1%. Rispetto a questa ultima evidenza, a differenza di quanto osservato nella lettura delle variazioni mensili, sono stati i prezzi dei prodotti lavorati a crescere maggiormente (+13,4% contro il +12,9% dei non lavorati). Dall’analisi delle dinamiche sopra osservate e concentrando l’attenzione sui beni agricoli (non lavorati), infine, l’Istat segnala nel mese di ottobre “l’accelerazione dei prezzi dei Vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (da +16,7% a +25,1%; +8,2% su base mensile), mentre rallentano quelli della Frutta fresca o refrigerata (da +7,9% a +6,5%; +0,7% rispetto a settembre)”.

·      Il carrello della spesa alimentare, rispetto al 2021, è in continua crescita, partendo dal +3,6% del primo mese dell’anno (gennaio) fino al +13,5% di ottobre.


·      Partendo proprio dalla tendenza sui prezzi al consumo osservata nel grafico precedente, si può analizzare da vicino la dinamica che mediamente, da inizio anno, sta interessando la spesa italiana della famiglie per l’acquisto di prodotti alimentari.
·      Nel dettaglio, prendendo a riferimento il dato Istat sulla spesa media mensile alimentare (cibi e bevande analcooliche) delle famiglie italiane nel 2021 (469,91 €) e calcolando su di esso gli incrementi % fatti registrare mensilmente nel 2022 dai prezzi al consumo (osservati nel precedente grafico) se ne desume che: da inizio anno e fino al mese di ottobre, rispetto al 2021, ogni famiglia italiana ha speso in media + 384 € per acquistare prodotti alimentari.
·      Successivamente, partendo dagli incrementi mensili medi della spesa delle famiglie italiane (di cui al precedente punto) e dal numero di famiglie italiane certificate dall’Istat (pari a 25 milioni 323mila) se ne desume che: da inizio anno, rispetto al 2021, gli italiani hanno speso 9,7 miliardi in più per il “carrello della spesa alimentare”
·      I due istogrammi di seguito riportati, evidenziano graficamente le analisi precedenti

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