Cronaca
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Commozione per l'ultimo saluto ad
Andrea Lodi Rizzini: "Un'ingiustizia"

Grande commozione e partecipazione da parte della popolazione con la famiglia che ha deciso di cremare il corpo di Andrea, che aveva studiato per diventare cuoco e la sera della tragedia stava rincasando da Boretto a piedi, dopo avere forato a propria bicicletta elettrica. GUARDA LA FOTOGALLERY

“Che tristezza, che contrasto con la festa della famiglia!”: con voce molto bassa il parroco di Cicognara e Cogozzo don Andrea Spreafico ha esordito così nel rito funebre per salutare venerdì mattina la salma di Andrea Lodi Rizzini, davanti ad una foltissima assemblea riunita in chiesa. Il parroco si riferiva alla drammatica e misterosa coincidenza che ha visto il 43enne Andrea perdere la vita sul ponte di Viadana la vigilia di Natale, mentre il mondo cristiano si apprestava a festeggiare l’arrivo e la nascita del Salvatore.

Sommessa l’omelia dedicata a questo uomo che a piedi stava facendo ritorno a casa, dopo aver lasciato la bici a Boretto, perché con la ruota bucata. Don Andrea Spreafico prima di far eseguire un canto liturgico preferito dal defunto ha pronunciato una specie di litania accostando il nome di Andrea a messaggi di tono positivo, come l’abbinamento del lutto e della tristezza ai paramenti luminosi e dorati indossati dall’officiante.

Il papà della vittima, che fino a quel momento aveva conservato una grande dignità, fuori dalla chiesa davanti alla bara che scivolava lentamente sul pianale del carro funebre, è crollato sciogliendosi in un impianto irrefrenabile inutilmente consolato dalle decine e decine di abbracci dei moltissimi conoscenti e amici. Alla fine lo sconforto e il dolore del genitore ha provocato anche un piccolo incidente domestico a casa, con le chiavi della porta dimenticate all’interno. L’intervento di una squadra dei Vigili del Fuoco ha consentito il rientro nell’abitazione.

Ros Pis (foto Alessandro Osti)

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