Politica

Commercio, dalla Regione
nuove opportunità per le frazioni

Possibilità dal bando di Regione Lombardia anche per le frazioni di Casalmaggiore
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Regione Lombardia, tramite il bando “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni”, intende favorire l’apertura di nuove attività commerciali in sede fissa, di prodotti alimentari e beni di prima necessità, nei comuni lombardi più piccoli e nelle frazioni di tutti i comuni.

Come evidenziato dalla Giunta regionale nella delibera XII/4905 del 1° agosto, “il commercio di vicinato non ha solamente una valenza economica, ma svolge un ruolo sociale e di presidio del territorio, rispondendo anche a bisogni di aggregazione, relazione, socialità, identità e sicurezza”.

Considerazioni condivise dal Comune di Casalmaggiore e da Confesercenti, realtà pronte a fornire supporto a nuove iniziative in questo settore. Un’opportunità importante, atta a contrastare i processi di desertificazione commerciale sul territorio regionale e che, nel contesto di Casalmaggiore, potrebbe trovare applicazione nelle sue frazioni.

Nello specifico, l’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili. Il contributo massimo è di 40.000 euro a fronte di un investimento minimo richiesto di 3.000 euro. Come si evince dallo schema generale, potranno partecipare le imprese che apriranno, o hanno aperto, una nuova attività a partire dal 1° gennaio 2025, in comuni o frazioni dove da almeno sei mesi non sono presenti negozi di alimentari.

“Con l’obiettivo di accompagnare e sostenere soggetti interessati a cogliere questa opportunità, e nell’ambito del nostro progetto ‘Io Apro’ – precisano da Confesercenti – ci rendiamo disponibili a collaborare per promuovere il bando e organizzare incontri informativi, offrire supporto e consulenza”.

A riguardo, Roberto Madesani, consigliere comunale con delega al Commercio, interviene su come potrebbe essere declinato lo schema regionale nel contesto locale di Casalmaggiore: “Questo bando potrebbe andare bene per le nostre frazioni. Alcune non hanno un negozio di generi alimentari. L’obiettivo – continua – è quello di assicurare i servizi di prossimità ai cittadini e, al contempo, cercare di arginare la desertificazione commerciale collegata a fenomeni di spopolamento.

In contesti come quelli delle frazioni, queste attività rappresentano presidi importanti anche dal punto di vista della socialità. Come Comune – conclude Madesani – siamo molto attenti a queste tematiche e, insieme a Confesercenti, disponibili ad approfondire il discorso con chi fosse interessato”.

L.C.

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