Discesa del Po, presentata
un'edizione che parla di pace
Il ritorno della Discesa del Po è un momento divenuto ormai tradizionale nel comprensorio Oglio Po, con apertura anche alla sponda emiliana. Presentata a Sacca di Colorno, la Discesa, che si terrà nel weekend del 13-14 settembre, confermando dunque la formula della due giorni già vista nelle ultime edizioni come naturale sviluppo della manifestazione, prevede al solito la partecipazione di centinaia di persone amanti del Grande Fiume.
“La quindicesima edizione della Discesa del Po – ha detto Damiano Chiarini dell’associazione Persona Ambiente, organizzatore dell’evento – è l’occasione per tracciare un breve bilancio di questi anni. Se all’inizio la manifestazione è nata dall’iniziativa di alcuni amici per ricordare un amico, ben presto gli obiettivi si sono ampliati, dando vita a un evento capace di riunire una vera e propria Comunità di Fiume, fondata sull’attenzione per l’ecologia e il territorio.
Un evento capace di attivare e coinvolgere le realtà rivierasche — associazioni e amministrazioni comunali — di entrambe le sponde del fiume. A differenza della maggior parte delle manifestazioni che si svolgono lungo il Po, dove il fiume funge da semplice cornice o sfondo, la Discesa del Po è parte integrante del quadro, protagonista viva e vibrante”.
La Discesa del Po, peraltro, sposerà anche l’iniziativa Padus Mirabilis, che nello stesso weekend si terrà a Sacca di Colorno, incrociando dunque la Discesa, che vivrà come noto diversi punti di partenza sia sabato sia domenica sulle due sponde e su quattro diverse province.
“Si tratta di un’iniziativa “immersiva” – ha precisato Chiarini – all’interno della biosfera UNESCO Po Grande, che propone una fruizione plurima del fiume: in bicicletta, a piedi, in canoa, a nuoto, in barca turistica. Piccole associazioni e realtà locali si mettono in rete per due giorni di esplorazione, scoperta e condivisione del Fiume e delle sue terre. Tutto questo è nato ancora prima della nascita della riserva MAB UNESCO, segno evidente di un bisogno diffuso: creare rete, promuovere il fiume, costruire ponti tra le sponde. L’evento propone attività fisica, sì, ma non agonistica: è una discesa all’insegna della lentezza e della consapevolezza”.

Sabato alle 18 agli Amici del Po una riflessione sul tema del dialogo, della pace e della cosiddetta ansia climatica. Domenica a mezzogiorno il consueto ritrovo a Viadana in riva al Po per pranzo e musica con la Ciuma Dixie Band.
“Ci sono tre questioni importanti – sottolinea Mauro Ferrari dell’associazione Persona Ambiente -. La prima è organizzativa, perché ci fa capire che macchina ci sia dietro un evento del genere; la seconda è il fattore umano, con varie tribù che si ritrovano a vivere il Grande Fiume: i nuotatori, i camminatori, i canoisti, e altri ancora. “Enjoy”, termine inglese che indica la capacità di godere di qualcosa, si sposa perfettamente con questa iniziativa. Infine il messaggio di comunicazione e di pace: quest’anno, infatti, regaleremo una coccarda con i colori dell’arcobaleno, simbolicamente, a tutti i partecipanti”.
“Il motto di quest’anno — “Più lentamente, più profondamente, più dolcemente” — riprende il pensiero di Alexander Langer, di cui ricorrono i 30 anni dalla scomparsa. Un invito a rallentare, ad ascoltare il territorio, a riconciliarsi con i ritmi della natura – ha spiegato ancora Damiano Chiarini -. Il Fiume e le nostre terre sono oggi il termometro di una situazione ambientale in continuo cambiamento. A fare da cerniera tra le due giornate, come da tradizione, ci sarà un momento di riflessione. Quest’anno sarà (sabato, appunto, agli Amici del Po, ndr) la presentazione del libro “Ripensare l’Antropocene”, con gli autori. Un’occasione per interrogarsi su come affrontare il surriscaldamento globale e le tensioni geopolitiche, senza cadere nell’indifferenza, nel negazionismo o nell’ansia climatica”.
“Una strada c’è – ha proseguito Chiarini – ed è quella del cambiamento comunitario: praticare la cultura del limite, ridurre i consumi, smorzare i toni del dibattito. Adattarci all’Antropocene che abbiamo generato, rallentando, attraverso una transizione verso fonti rinnovabili, relazioni umane più inclusive e trasformazioni ecologiche e sociali nonviolente — necessarie, anche se difficili da realizzare pienamente.
Ecco allora il senso profondo di questa Discesa del Po: non perdere mai di vista questo focus, e promuovere la pace — con la natura e tra gli uomini. Un sogno? Sì. Ma un sogno che possiamo costruire insieme, passo dopo passo, pagaiata dopo pagaiata, immersi nella bellezza del nostro fiume”.
redazione@oglioponews.it (video Alessandro Osti)