Politica

Emergenze abitative, l'assessore
Tripodo replica alla minoranza

In sala consiliare, l’assessore ai Servizi Sociali, Mariagrazia Tripodo, replicando all’interrogazione di Viadana Democratica sul tema di due criticità abitative poste all’attenzione del consesso viadanese dal consigliere di minoranza Dimitri Bellini, ha fornito alcuni chiarimenti, rimarcando le azioni intraprese dall’Ente per cercare di ovviare alle problematiche.

Relativamente alla situazione della persona che dormiva sotto i portici del municipio, Tripodo ha precisato: “È stata tentata una mediazione con i familiari senza ottenere alcun risultato. Nella primissima fase di emergenza abitativa, il servizio ha attivato un pronto intervento sociale, conclusosi anzitempo nell’arco di tre giorni per volontà dello stesso, ritenendo che la struttura fosse troppo decentrata rispetto alle proprie necessità”.

Opzioni differenti sono state prospettate, come precisato dall’esponente di giunta: “All’utente è stata ripetutamente proposta una soluzione alternativa alloggiativa che consentisse una vita dignitosa, ma la persona senza fissa dimora ha sempre rifiutato. Alla luce di ciò, risulta evidente che la condizione di senzatetto rappresenta in questo momento una scelta di vita, nonostante tutte le soluzioni assistenziali messe a disposizione dall’Ente”.

Preso atto del rifiuto alle soluzioni paventate, l’assessore Tripodo e il sindaco Nicola Cavatorta si sono attivati nuovamente, anche dopo l’ultimo consiglio comunale, promuovendo un incontro (che si è svolto giovedì 25 settembre) atto ad approfondire la vicenda e a individuare eventuali azioni che possano contemperare la tutela dell’interessato. L’argomento è stato al centro di un lungo colloquio con gli assistenti sociali: “Stiamo valutando altre proposte – puntualizza Tripodo dopo l’ultima riunione – ma non è semplice”. Un nuovo tentativo dunque, dopo i precedenti effettuati dall’Ente, per cercare una quadra con il cittadino al momento ancora senza fissa dimora.

Nella replica dell’assessore, anche un chiarimento rispetto alla seconda situazione affrontata nell’interrogazione di Viadana Democratica: “Qui non c’è una presa in carico da parte dei servizi – specifica Tripodo. Il soggetto si è rivolto al servizio sociale di base per la richiesta di altre misure, che, per questioni legate alla privacy, non si possono specificare. Negli incontri con l’assistente sociale, la persona che vive in roulotte in via Al Ponte non ha fatto riferimento a particolari bisogni a livello abitativo. Come per ogni situazione di fragilità sociale, naturalmente il servizio – conclude l’assessore – è pronto ad attivarsi e ad accogliere le necessità della persona interessata qualora dovesse ripresentarsi”.

Lorenzo Costa

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