Cronaca

Rianimazione e realtà virtuale:
la Croce Verde innova la formazione

Le risorse della realtà virtuale per formare, in modo innovativo, alle manovre di rianimazione. Una tecnologia all’avanguardia che affianca, senza sostituirle, le tradizionali modalità per fornire un approccio radicalmente nuovo all’apprendimento delle tecniche salvavita.

Succede alla Croce Verde di Viadana, dove sono in dotazione speciali visori VR che immergono i fruitori in un ambiente realistico tridimensionale. Un upgrade decisamente importante nelle simulazioni e nelle esercitazioni. I partecipanti alle lezioni presso la sede di via Giacomo Grazzi Soncini dovranno fronteggiare l’emergenza di un arresto cardiaco, attuando correttamente tutte le pratiche d’intervento. Per ciascuna fase dell’evento simulato, dalla chiamata al 112 all’applicazione del defibrillatore, appariranno domande interattive sul display del visore.

“Il discente – puntualizza Massimo Morandi, responsabile della formazione – dovrà rispondere puntando lo sguardo sulla risposta corretta, rafforzando così la comprensione delle sequenze operative da seguire in caso di arresto cardiaco”. In sostanza, sfruttando la leva del coinvolgimento emotivo, si renderà più immediata la memorizzazione delle procedure da attuare, sviluppando una maggiore consapevolezza circa l’importanza del primo soccorso.

Tramite i visori si potrà visualizzare la frequenza delle compressioni toraciche, la posizione esatta delle mani sul torace, la profondità delle compressioni e l’applicazione e l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (DAE). Dettagli tecnici fondamentali per l’efficacia della rianimazione, mostrati in tempo reale, offrono al discente un riscontro immediato per ogni fase dell’intervento. La realtà virtuale come “alleato” per rendere la formazione coinvolgente, accessibile e in grado di trasformare il discente in un protagonista attivo dell’intervento di rianimazione.

Commentando questa importante novità – ambito in cui la Croce Verde è impegnata costantemente per migliorare la qualità della formazione – Morandi ribadisce come modalità all’avanguardia, come quella in oggetto, siano calibrate ad hoc per le nuove generazioni: “Non si tratta di sostituire i metodi tradizionali, come la formazione in aula e la pratica con manichini, ma di affiancarli con un nuovo approccio, più vicino alle esigenze e al linguaggio dei giovani.

Sono sempre più tecnologici e abituati a interagire con strumenti digitali: parlare il loro linguaggio significa coinvolgerli maggiormente e anche formarli in modo più efficace su tematiche fondamentali come la rianimazione cardio-polmonare”.

L.C.

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