Politica

Centro Medicina, bando a gennaio:
"Vogliamo mantenere servizio"

È approdato in Consiglio comunale il tema del futuro del Centro di Medicina dello Sport di Casalmaggiore, dopo la comunicazione da parte di Interflumina della cessione del ramo d’azienda relativo alla gestione della struttura e in particolare del servizio di medicina sportiva. Una comunicazione che ha avviato l’iter per la predisposizione di un nuovo bando pubblico per l’assegnazione dell’immobile, che è sempre stato di proprietà comunale.

Il sindaco Filippo Bongiovanni ha ripercorso la storia del centro, ricordando come tutto sia iniziato nel novembre 2003, quando il Comune mise a disposizione il terreno per costituire il Centro di Medicina Sportiva, concedendo a Interflumina 30 anni di utilizzo gratuito. La concessione prevedeva però una clausola chiara: in caso di cessazione delle attività da parte della società, sarebbe stato necessario riassegnare la struttura.

“Interflumina ha ceduto il ramo d’azienda e ce lo ha comunicato. Dobbiamo quindi approvare la delibera che avvia l’iter per affidare nuovamente l’immobile. Il Centro ha dato moltissimo al nostro territorio: l’intenzione è di mantenere il servizio, ma è necessario passare attraverso un bando pubblico” ha detto il sindaco.

Il consigliere di maggioranza Giuseppe Scaglioni ha evidenziato come il centro abbia continuato a operare anche nei momenti difficili attraversati da Interflumina: “Il risultato è sotto gli occhi di tutti. È fondamentale che il servizio sia andato avanti nonostante i problemi legati alla carenza, e poi all’assenza, di medici. Ora vediamo quali saranno gli sviluppi”.

Il consigliere Luciano Toscani ha riportato il dibattito ancora più indietro nel tempo, sottolineando che l’origine del progetto risalga in realtà agli anni ’80, quando divenne obbligatoria a livello di legge la visita di idoneità medico-sportiva. “Non avete citato né Interflumina né Stassano – ha detto Toscani in tono inizialmente polemico – e invece è giusto ricordare che tutto nasce nel 1982. In quel momento diventa obbligatoria la visita medico-sportivo. E, quando il pubblico andò in difficoltà su quel fronte, il privato che ci ha messo la faccia fu proprio Stassano: in pochi mesi riuscì a costruire il centro, ottenere l’accreditamento regionale e la convenzione. A lui e a Interflumina dobbiamo molto.”

Toscani ha poi ribadito la priorità assoluta: garantire continuità al servizio. “Il punto è che questo tipo di attività deve continuare. Non so se la Giunta possa inserire una sorta di obbligo di servizio nel bando per chiunque subentrerà (in teoria, all’interno dell’immobile, potrebbero sorgere anche attività differenti e non necessariamente legate alla medicina sportiva, ndr), ma il punto centrale è che l’erogazione venga mantenuta. Le scelte politiche di Regione Lombardia hanno portato al crollo della sanità pubblica e favorito la privata: questo rende ancora più importante difendere servizi territoriali come questo”.

Il sindaco ha concluso chiarendo che l’obiettivo non è la vendita dell’edificio, ma il rinnovo della concessione. E che già questa scelta è indicativa del fatto che si punti a dare continuità: “Siamo qui per predisporre una concessione, non un’alienazione. L’immobile resta al Comune. E questa discussione ci permette di raccogliere atti di indirizzo utili per la Giunta. Sicuramente raccogliamo queste vostre istanze e ne terremo conto al momento di formulare il bando”.

Il percorso per il nuovo bando è dunque formalmente avviato. Nei prossimi mesi verranno definiti criteri e modalità di assegnazione, con la volontà condivisa di non perdere un servizio ritenuto essenziale per atleti, società sportive e cittadini.

Giovanni Gardani (video Alessandro Osti)

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