Cronaca

Asilo San Giuseppe, no iscrizioni:
ora rischio chiusura è concreto

Il futuro dell’Asilo San Giuseppe di via Guerrazzi a Casalmaggiore è a serio rischio dopo la lettera inviata dalla Fondazione Cittanova ai genitori, nella quale vengono riepilogati i problemi strutturali dell’edificio e le difficoltà legate alla prosecuzione del servizio educativo.

La struttura, di proprietà della Diocesi e gestita dalla Fondazione Cittanova, ha potuto proseguire l’attività nell’ultimo anno scolastico (ovvero quello in corso) grazie a una deroga, ma ora la situazione è nuovamente al vaglio. Le criticità statiche emerse nei mesi scorsi rendono incerto il proseguimento dell’attività e al momento non vengono accettate nuove iscrizioni.

Il tema è stato discusso anche in Consiglio comunale, dove si è acceso il confronto tra il consigliere di maggioranza Gianpietro Seghezzi e il consigliere di minoranza Luciano Toscani. Quest’ultimo ha invitato l’amministrazione a “lavorare per tempo” per evitare il rischio di una fuga di famiglie verso i comuni limitrofi, sottolineando il progressivo calo degli iscritti: dai 65 bambini del 2022 si è passati agli attuali 36. Se il numero dovesse scendere sotto i 15 iscritti, l’attività non potrebbe proseguire oltre l’anno scolastico in corso, come è stato chiarito nella lettera ai genitori.

Diverse le ipotesi valutate per trovare sedi alternative, ma nessuna al momento praticabile: Vicobellignano, l’ex Asilo Chiozzi, la Fondazione Braga a Ponteterra e le scuole paritarie di Viadana sono state escluse per motivi logistici ed economici. Scartata anche l’ipotesi di San Leonardo, che richiederebbe un investimento di circa 500mila euro per la riorganizzazione degli spazi.

A fare il punto è stato il sindaco Filippo Bongiovanni, che ha ricordato come già ad agosto fossero emersi problemi di staticità dell’edificio. “La scuola aveva ottenuto deroghe per poter continuare – ha spiegato – e in questi mesi ha comunque accolto 36 bambini. Ora è necessario un incontro per capire come muoversi”. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato che 13 dei 36 bambini iscritti passeranno alle scuole elementari e che non sono previsti nuovi ingressi.

Dunque l’anno prossimo resterebbero 21 bambini. Per alcuni di loro, una possibile soluzione potrebbe essere l’ospitalità (pur restando iscritti alla San Giuseppe) presso l’asilo nido di via Combattenti, appena ristrutturato: “Vogliamo restituire il favore per l’accoglienza che abbiamo ricevuto quando il nido comunale era inagibile e soggetto a lavori”, ha aggiunto il sindaco.

Tra i nodi critici sollevati dall’opposizione c’è anche il tema del doposcuola. Toscani ha ricordato come l’Asilo San Giuseppe garantisca il servizio fino alle 18, a differenza del nido comunale, rendendo necessaria una riorganizzazione che tenga conto delle esigenze delle famiglie.

Una nuova riunione è prevista entro metà gennaio, quando Comune, Fondazione e soggetti coinvolti cercheranno di delineare un percorso condiviso per garantire continuità educativa e risposte concrete ai genitori, in un quadro che resta complesso e ancora aperto.

Giovanni Gardani (video Alessandro Osti)

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