'La Notte dei Miracoli':
due anni di Officina Coolturale
Il blog di Stefano Superchi e Giovanna Anversa festeggia il secondo compleanno con 'La Notte dei Miracoli', un racconto onirico dedicato a Nazzareno Condina e a don Paolo Antonini.
Un posto dove succedono “cose belle”. Uno spazio raccontato dalle penne ispirate di Stefano Superchi e Giovanna Anversa. Sono loro gli ideatori e promotori di Officina Coolturale, “un blog contro il logorio della vita moderna” attivo da due anni.
Ogni post è una scoperta di ciò che accade non solo nel comprensorio, ma in ogni luogo di cultura, fermento e contaminazione. Si parla di musica, letteratura, arte, fotografia, cinema, eventi, manifestazioni, mostre, concerti. Si parla di dischi, film, libri. Si parla di bellezza. Una narrazione che si arricchisce dei contributi di alcuni collaboratori e prosegue offrendo, ogni volta, spunti nuovi e mai banali.

A suggellare il secondo compleanno di questo bellissimo progetto, un racconto onirico che parla del giornalista Nazzareno ‘Nazza’ Condina e don Paolo Antonini, persone che mancano – infinitamente – a Casalmaggiore. In La Notte dei Miracoli Stefano Superchi, in poche righe, amplifica emozioni, fa riaffiorare ricordi, permette di ritrovare ‘un uomo con il passo tranquillo e la barba lunga’ e ‘un prete con la tonaca sgualcita e uno sguardo che sembrava attraversare le persone fino in fondo, il prete degli ultimi’. Nazza e don Paolo sono ancora qui.
DAL BLOG DI OFFICINA COOLTURALE:
All’approssimarsi del secondo compleanno del nostro blog vogliamo dedicarvi questo breve racconto onirico, che parla di due uomini importanti per il nostro territorio, che non hanno bisogno di presentazioni: Nazzareno Condina, che tanto ha fatto per tutti e anche per questo blog, dandoci fiducia e spronandoci a dare corpo a quella che era solo una vaga idea, e Don Paolo Antonini, il prete degli ultimi, che, almeno a noi, manca molto, soprattutto in questo periodo di “cattivismo”, di doppia morale ed egoismo.
E in qualche modo vuole essere un invito, in special modo ai giovani, ma non solo a loro, a non aspettare “il momento giusto” per cambiare le cose. Iniziate oggi, qui, dove vivete, prendete in mano il territorio come ha fatto Nazza, raccontatelo, difendetelo, fate volontariato, inventate modi nuovi per stare vicino a chi è fragile, perché il futuro di questa terra ha bisogno del vostro coraggio e della vostra voce.
Per questo, il vero augurio per il 2026 non è solo di pace e serenità, che dovrebbero essere sempre l’obiettivo comune, ma di impegno civile, nel nome di due uomini che tanto hanno fatto. Nazza ha difeso il bene comune, l’ambiente, le relazioni, trasformando la sua professione in servizio, ha portato aiuti diretti alle popolazioni terremotate di Amatrice e a quelle alluvionate della Romagna, ha raccolto fondi per il Day hospital oncologico e per altri reparti, per la Casa Giardino, per gli animali, ha insegnato che “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
Don Paolo ha aiutato tutti quelli che ha potuto, spogliandosi di tutto, incapace di dire di no ma fermo nei suoi principi, che vorremmo diventassero universali.
Entrando nel nuovo anno, l’invito è semplice e radicale: scegliamo una causa e portiamola avanti, con meno parole e più gesti, meno “like” e più concretezza.
Partecipiamo alla vita comune, a un’associazione, impegnamoci con tenacia in un progetto, anche piccolo, vigiliamo sulle scelte del territorio, prendiamoci cura di chi è solo, senza azioni eclatanti, basta un piccolo gesto, moltiplicato tante volte quanti più saremo.
Sosteniamo le realtà che continuano le opere di Nazza e Paolo, sarà un modo concreto per non limitarsi a ricordarli, ma per farli ancora camminare con noi, dentro la storia quotidiana di Casalmaggiore e delle nostre terre.

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