Cronaca

Laboratorio Comune, un progetto
civico aperto alla comunità

Da sinistra: Superchi, Pasotto, Avanzini e Mantovani (foto di Gloria Barili)
Alcuni esponenti di Laboratorio Comune in Piazza Vecchia (foto di Mathias Mocci)

“Un gruppo aperto multigenerazionale, in cui convivono anime e sensibilità diverse, unite dall’intenzione di provare ad impegnarsi per la propria comunità con strumenti più vicini alla gente e ai bisogni reali”: in queste parole, Pierluigi Pasotto racchiude l’essenza di un progetto nato nel 2024 come lista civica e che si è evoluto nel tempo trasformandosi, in seconda battuta, un comitato di cittadini civico e aperto.

Inclusione, dialogo, confronto, partecipazione, collaborazione: sono le basi su cui poggia Laboratorio Comune. La conferenza di sabato 10 gennaio presso la Casa del Mutilato come occasione per raccontare nuovamente la genesi, l’evoluzione, il modus operandi di questo laboratorio condiviso. Un incontro servito, in parallelo, per fare il punto su quanto fatto, ipotizzare ulteriori sviluppi, suggerire proposte, guardare al futuro. Alla base ci sono le persone. Sensibilità, trascorsi ed esperienze eterogenee che convergono e trovano unità d’intenti attorno all’idea di una comunità ricettiva, inclusiva e partecipata. L’individualità di ciascuno come risorsa per apportare contenuti, stimoli ed energia a un progetto condiviso da Pierluigi Pasotto, Stefano Superchi, Laura Passerini, Chiara Capelli, Lorenzo Lupoli, Mathias Mocci, Katja Avanzini, Valentina Mozzi, Gloria Barili, Maria Giovanna Giamei, Paola Lucchini, Emanuele Bernardelli, Francesco Bini, Michele Pinardi, Samuele Argento, Laura Mantovani, Irene Ghezzi, Monica Viola, Fabio Danini.

LA GENESI DI LABORATORIO COMUNE

A chiarire le coordinate della ‘ragione sociale’ ci pensa Katja Avanzini: “Per noi – esordisce – è un giorno importante perché presentiamo l’avvio di un percorso che desideriamo costruire insieme alla comunità. Abbiamo un sogno, un’idea – qualcuno potrebbe chiamarlo progetto – che abbiamo deciso di chiamare Laboratorio comune. Comune come bene comune, di tutti. Comune come spazio condiviso, per una comunità più partecipata, più in relazione, capace di ascoltarsi e di progettare insieme anche piccole cose, ma fondamentali, per stare meglio tutti”.

Un lavoro intrapreso da tempo: “È da più di un anno che questo gruppo si incontra, discute e si confronta sui temi della vita locale. Avevamo inizialmente l’idea di presentarci alle elezioni comunali del 2024: un progetto che non è andato in porto, ma la barca non si è fermata. Ha continuato a navigare”. Come detto, non si è trattato di una battuta d’arresto, ma dell’opportunità di ripartire, calibrando sforzi, proposte e idee: “Per questo abbiamo scelto di proseguire il percorso, costituendoci formalmente come Comitato, con un codice fiscale, una struttura organizzativa e, soprattutto, un progetto di crescita condiviso.

Laboratorio comune – continua Avanzini – è aperto alle energie e alle sensibilità attive del territorio e promuove un approccio inclusivo, intersezionale e basato sull’ascolto, capace di affrontare le diverse problematiche cittadine attraverso un modello di rete e collaborazione, con l’obiettivo di mantenere, migliorare e potenziare i servizi pubblici. Intendiamo farlo sostenendo i beni comuni, le politiche pubbliche e le persone più fragili, in particolare quelle a maggior rischio di esclusione, favorendo occasioni di aggregazione, sensibilizzazione e la crescita di una comunità affettiva, politica e culturale fondata su solidarietà, mutuo sostegno e cura collettiva”.

Eventi culturali si alterneranno a conferenze, seminari, workshop. Momenti di formazione, dibattito e confronto si aggiungeranno a iniziative pubbliche di sensibilizzazione su tematiche locali, nazionali e internazionali. “Per sostenere queste attività cercheremo di autosostenerci economicamente, anche attraverso raccolte fondi pubbliche in occasione di ricorrenze, campagne di sensibilizzazione e, quando possibile, partecipando a bandi, sempre nel rispetto delle norme di legge e dello Statuto”.

UNA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE MULTICANALE

Esserci sui social, sul web, tra le persone. L’aspetto della comunicazione è al centro dell’intervento di Stefano Superchi: “Il nostro gruppo ha deciso di utilizzare una strategia di comunicazione multicanale per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. Siamo presenti su Facebook e su Instagram, due piattaforme che ci permettono di dialogare con la comunità. Per chi non utilizza i social media, avevamo previsto anche un bollettino informativo cartaceo da distribuire, “Testimoni Oculari”, che al momento è diventato un blog leggibile on line (iscrivendosi si riceverà una mail ogni volta che esce un articolo. “Testimoni Oclulari” rappresenta il nostro osservatorio territoriale sulla politica e la società locale. Si tratta di uno strumento di approfondimento dove documentiamo e analizziamo le questioni più rilevanti per la nostra comunità”. Sul lavoro svolto: “In questi mesi abbiamo utilizzato questi strumenti per seguire da vicino l’attività amministrativa, verificando atti e delibere comunali. Attraverso il blog abbiamo affrontato temi cruciali come le situazioni dell’Ospedale Oglio Po e dell’Azienda Farmaceutica Municipale (AFM), la viabilità casalasca, il Teatro Comunale, il degrado urbano, la Casa di Riposo Busi e le questioni del lavoro.

Il nostro obiettivo –  prosegue Superchi –  è rendere più facilmente comprensibile la macchina amministrativa, perché una cittadinanza più informata è più libera e invogliata a partecipare alla vita della comunità. Le decisioni che hanno conseguenze sulla vita quotidiana e sul portafoglio dei cittadini devono essere trasparenti e fruibili. Vogliamo quindi smontare il luogo comune della politica “brutta, sporca e cattiva”, decodificando l’attività amministrativa a favore dei cittadini che vogliono essere informati per fare scelte più consapevoli.

Per il futuro continueremo a funzionare come “massa critica” nei confronti della politica locale, portando avanti il nostro ruolo di osservatorio indipendente, anche attraverso flash mob e assemblee pubbliche di confronto su temi strategici come viabilità urbana, salute pubblica, emergenza abitativa, scuola, disagio giovanile, inclusione, mondo del lavoro, ecc.. Vogliamo sviluppare ulteriormente il concetto di partecipazione attiva, coinvolgendo sempre più persone e facendoci portavoce delle istanze dei cittadini e del territorio. Collaboriamo con realtà già radicate sul territorio, comitati e cittadini, mantenendo comunque la nostra natura civica autonoma.La nostra visione è quella di un gruppo aperto al confronto e al dialogo, all’ascolto e alla partecipazione, con idee precise ma sempre disponibile a costruire insieme ai cittadini un progetto alternativo per Casalmaggiore. Chi desidera contattarci può scrivere a laboratoriocomune2024@gmail.com, seguirci sui nostri canali social, sul blog Testimoni Oculari o semplicemente incontrandoci di persona”.

ESSERE PRESENTI SUL TERRITORIO

Il coinvolgimento delle nuove generazioni è stato affrontato da Laura Mantovani: “Come comitato politico non vogliamo fare l’ennesimo discorso sui giovani. Non vogliamo interpretarli, rappresentarli, incasellarli. Noi non vogliamo costruire l’ennesimo contenitore vuoto. Vogliamo fare una cosa molto più semplice e, politicamente, molto più rischiosa:
creare le condizioni perché qualcuno possa parlare, anche se non sappiamo cosa dirà”. Nel proprio intervento, l’esponente di Laboratorio Comune ha parlato anche dell’importanza di uno spazio per dare ulteriore forza ad un’azione già in essere: “ È esattamente per questo che ci stiamo impegnando per avere uno spazio fisico. Non un luogo “pensato per i giovani”, ma uno spazio stabile, presente, che non sparisce dopo un progetto o una scadenza. In una città come Casalmaggiore, uno spazio che resta è già una scelta politica. Significa dire che ci siamo, anche quando non c’è una risposta immediata, anche quando non c’è un ritorno. Abbiamo però delle cose concrete da mettere a disposizione: tempo, competenze, strumenti, relazioni. E la disponibilità a usarle insieme, non dall’alto. Non guidando, ma stando accanto.

Nel frattempo, non resteremo fermi ad aspettare. Saremo presenti nei luoghi reali, con una presenza semplice, riconoscibile, costante. Quello che emergerà da questi incontri non diventerà automaticamente un programma. Non verrà trasformato in slogan. Verrà prima di tutto restituito, pubblicamente e onestamente: dicendo cosa abbiamo capito, cosa non abbiamo capito, e soprattutto cosa non siamo in grado di fare”.

PASOTTO: “FONDAMENTALE ASCOLTARE LE PERSONE, VIVERE IL TERRITORIO, I QUARTIERI”

L’ascolto come punto di partenza di questo comitato civico: “Riteniamo fondamentale – spiega Pierluigi Pasotto – ­ vivere il territorio, i quartieri, i luoghi della vita quotidiana, ascoltare le persone, raccogliere bisogni concreti e trasformarli in proposte comprensibili e praticabili. Ci stiamo relazionando con associazioni, gruppi di volontariato e cittadini.

Lavorare dal basso, per intercettare bisogni e necessità, coinvolgendo nuove forze e idee. I problemi quotidiani di noi cittadini, vengono troppo spesso derubricati, considerati marginali. Eppure sono proprio questi problemi a incidere profondamente sulla nostra qualità della vita e sulla fiducia nella comunità e nelle istituzioni.

Vogliamo affrontare una domanda che raramente viene posta fino in fondo: perché tanti nostri concittadini non votano più nemmeno in occasione delle elezioni comunali? L’astensione non è secondo noi solo disinteresse: è spesso una forma di protesta silenziosa, il segno di una frattura profonda tra istituzioni e cittadini; una distanza, anche dalla politica locale, percepita come distante o poco efficace nelle risposte pratiche.

Laboratorio  Comune – precisa l’ex consigliere comunale – non è un partito e non lo vuole certo diventare. Non sarà necessariamente nemmeno una lista elettorale. Abbiamo già dimostrato che le poltrone non sono una nostra priorità. Laboratorio Comune è semplicemente un gruppo aperto multigenerazionale, nel quale convivono anime e sensibilità diverse, unite dall’intenzione di provare ad impegnarsi per la propria comunità con strumenti più vicini alla gente e ai bisogni reali.

Sui temi trattati un’ulteriore riflessione: “Ci siamo occupati, da sempre, di tangenziale, ponte, trasporti ferroviari, Ospedale Oglio Po e continueremo a farlo. Riteniamo però che tutto questo non basti più, che non ci possa limitare a questo. Pensiamo ai servizi scolastici, alla mensa, ai trasporti locali, a una viabilità cittadina “lunare” che ci sfianca ogni giorno, al decoro, alla pulizia di parchi e strade.

Pensiamo anche alla sicurezza dei cittadini, intesa sotto ogni forma. Vediamo giovani ragazzi senza spazi dove incontrarsi, creare, sperimentare, costruire relazioni e futuro, anziani e persone con disabilità che vedono ridursi i servizi a domanda individuale e aumentare le difficoltà quotidiane. Ci confrontiamo con tante famiglie in difficoltà crescente per il costo della vita, con tante mamme che lavorano, costrette ogni giorno a una difficile conciliazione tra tempi di vita, lavoro e servizi. Orari rigidi, servizi insufficienti o poco coordinati, carichi familiari che ricadono quasi interamente su di loro: una fatica quotidiana spesso invisibile, ma che incide sulle scelte di vita, sul lavoro e sulla possibilità stessa di partecipare alla comunità.

Non crediamo più che la soluzione stia nelle consuete operazioni elettorali improvvisate, che si attivano solo in prossimità del voto, per poi dissolversi, poco dopo il voto, come neve al sole. Pensiamo che esistano altri modi di fare politica: più lenti, più faticosi, ma più onesti e duraturi. Abbiamo scelto quelli. L’agenda politica la scegliamo noi, non vogliamo farcela dettare, come atto di pura presenza. Lavoreremo per incontrare nel cammino tanti concittadini, stanchi come noi delle solite “liturgie”, in cerca di una visione davvero alternativa per Casalmaggiore. Vediamo il nostro paese in declino, parliamo con concittadini sfiduciati, preoccupati e disillusi. Non possiamo e non vogliamo e arrenderci a tutto questo. Vogliamo coltivare il sogno e impegnarci per una politica rivolta al bene comune”.

L.C.

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