Politica

Raddoppio Mantova–Codogno,
Piloni: "Garanzie sulle risorse"

Una mozione del PD chiede alla Regione di attivarsi per finanziare il secondo lotto della linea Mantova-Codogno, cruciale per il futuro dei pendolari.

Matteo Piloni, consigliere regionale del Partito Democratico, pone nuovamente la problematica del reperimento delle risorse per il secondo lotto del raddoppio ferroviario, infrastruttura viabilistica di fondamentale importanza per tutto il territorio lombardo.

“Va finanziato subito il secondo lotto del raddoppio ferroviario Mantova–Cremona–Codogno, per evitare che l’opera resti incompleta e perda gran parte della sua utilità”. È quanto chiede una mozione presentata dai dem a Palazzo Lombardia, che sarà discussa martedì 13 gennaio in Consiglio regionale. “Il raddoppio della linea Mantova–Codogno è un’infrastruttura strategica attesa da decenni – spiega Piloni, tra i primi firmatari del documento –. Il primo lotto, tra Mantova e Piadena, è finalmente in realizzazione e sarà completato entro il 2026. Ma il secondo lotto, quello tra Piadena, Cremona e Codogno, oggi non ha ancora copertura finanziaria. Senza questo passaggio fondamentale rischiamo di ritrovarci con un’opera monca e con benefici fortemente ridotti per pendolari, imprese e territori”.

Il secondo lotto ha un fabbisogno stimato di oltre un miliardo di euro ed è attualmente inserito nel Contratto di Programma MIT–RFI solo tra gli “interventi in programma”, senza risorse stanziate. “Così – prosegue Piloni – si crea una rottura funzionale tra i due tratti della linea e si mantengono tutte le attuali strozzature infrastrutturali, penalizzando in particolare le province di Mantova, Cremona e Lodi”. La mozione presentata dai democratici chiede alla Regione di costruire un fronte istituzionale unitario, coinvolgendo Province, Comuni e categorie economiche, per presentarsi al Governo con una richiesta forte e condivisa.

“Serve fare squadra – conclude Piloni – e ottenere dal Ministero delle Infrastrutture e da RFI l’inserimento del finanziamento del secondo lotto nel Contratto di Programma 2027–2031. La Regione deve fare la sua parte fino in fondo e valutare anche un proprio contributo economico, perché questa infrastruttura è decisiva per la mobilità, la competitività e lo sviluppo di tutta quest’area della Lombardia”.

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