Cultura

"I Santini raccontano": a Palazzo del Bue un percorso fra pace, devozione e guerra

La mostra “I Santini raccontano”, in corso a Rivarolo Mantovano fino al 28 febbraio, propone un percorso tra arte, fede e storia attraverso immaginette sacre dall’Ottocento a oggi, valorizzandone il significato devozionale e culturale.

Palazzo del Bue a Rivarolo Mantovano

Mentre l’inverno scorre lentamente ed i primi sprazzi di primavera sono ancora lontani, in un tempo che ci conduce nel solco di tradizionali ricorrenze come la Candelora e San Biagio, prosegue, sino alla fine di febbraio, quello che si potrebbe definire un itinerario tra arte e fede, storia e tradizione, tra passato e presente, fra le terre dell’Oglio e del Po.

Tutto questo è contenuto in una mostra in terra mantovana, che “parla” cremonese, dal titolo “I Santini raccontano – un percorso tra pace, devozione e guerra” che si sta svolgendo al Palazzo del Bue di via Guglielmo Marconi, 44 a Rivarolo Mantovano, aperta al pubblico nei giorni di sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15. Alle 18, visitabile sino al 28 febbraio con ingresso gratuito.

Per gruppi e scolaresche sono anche possibili prenotazioni al numero 3389341952. Allestimento, organizzazione tecnica e ricerche sono del cremonese Matteo Coppini, che da molti anni ormai raccoglie, custodisce e valorizza quelli che sono comunemente definiti “santini”, piccole “perle” e testimonianze delle nostre tradizioni e della cristianità. Originario di Motta Baluffi, dove ha trascorso gran parte della sua gioventù, Matteo Coppini dopo la mostra già realizzata una decina di anni fa a Commessaggio, è ora di nuovo al centro di una analoga esposizione, in quel di Rivarolo Mantovano. Una mostra che è impreziosita dalle documentazioni, dai testi e dalle ricerche di Maria Stella Marenzi oltre che dalla grafica e dall’impaginazione di Emanuele Beschi.

La mostra, costituita da santini che risalgono dalla fine dell’Ottocento sino ai nostri giorni, intende valorizzare il significato storico, artistico e devozionale delle immaginette sacre, testimoni di fede e tradizione, offrendo un’occasione di riflessione culturale e spirituale aperta alla comunità. Il percorso, come spiegano sia Matteo Coppini che Maria Stella Marenzi, si sviluppa in quattro sale, attraverso argomenti tematici specifici: la vita di Maria, San Giuseppe e Gesù, Angeli, Arcangeli e Papi. I luoghi di apparizione mariani in Italia e all’ estero classificati in ordine alfabetico così come le immaginette sacre dei santi costituiscono una sezione importante della mostra. L’ ultima parte è dedicata al rapporto tra la fede ed i conflitti bellici del ‘900 dove i santini sono visti come elemento di conforto e protezione. Vi sono inoltre testimonianze di preghiere dei soldati scritte sui campi di battaglia o di prigionia.

Sono a disposizione, al termine della visita per la consultazione, numerosi libri sulle figure dei santi venerati dalla chiesa cattolica catalogati in ordine alfabetico o nei vari giorni di ciascuno mese per una più semplice ricerca. Tra i visitatori della mostra anche il sindaco di Motta Baluffi (il paese della gioventù di Coppini) Antonietta Premoli, entusiasta per questa bella iniziativa.

Ricordando la sua personale e familiare devozione verso Sant’Antonio Abate e verso Sant’Antonio di Padova, Antonietta Premoli ha ricordato anche la serata già organizzata pochi anni fa a Motta Baluffi, dedicata alla storia, che ha visto protagonista Matteo Coppini: “un ragazzo – lo ha definito – animato da grande curiosità e con tante idee”. Inutile dire che tra le prossime “tappe” dell’esposizione vi sarà probabilmente anche Motta Baluffi e, tenendo conto del fatto che si tratta di una mostra itinerante, parrocchie, associazioni ed enti del cremonese potrebbero certamente cogliere questa occasione per un nuovo e interessante evento tra fede, storia e cultura.

Eremita del Po, Paolo Panni

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