"Servizi comunali sempre più ridotti": l’attacco di Pomponesco Dinamica
Il gruppo chiede ora spiegazioni ufficiali in consiglio comunale e auspica che vengano individuate soluzioni concrete nel più breve tempo possibile, per restituire ai cittadini di Pomponesco servizi considerati fondamentali.
«Da troppo tempo l’amministrazione comunale sta smontando, pezzo dopo pezzo, i servizi ai cittadini». È un atto d’accusa netto quello di Maicol Caffarra, consigliere comunale di Pomponesco Dinamica, che denuncia una progressiva e preoccupante riduzione dei servizi essenziali nel Comune di Pomponesco.
Secondo Caffarra, non si tratta più di episodi isolati o di difficoltà temporanee, ma di un vero e proprio processo di impoverimento dell’offerta pubblica che va avanti da anni. «Oggi il castello è collassato», afferma, citando come esempio emblematico la situazione della polizia municipale, ormai presente solo “a spot”: quattro ore settimanali, per di più svolte a distanza dal comune di riferimento. «È come non averla affatto».
Non va meglio sul fronte ambientale. L’isola ecologica di raccolta rifiuti è aperta per poche ore alla settimana, con una riduzione degli orari di almeno il 50% rispetto al passato. Una scelta che, secondo il consigliere, penalizza sia i cittadini sia la cura degli spazi pubblici, un tempo seguita direttamente dall’operatore ecologico.
La lista dei disservizi continua con l’ufficio anagrafe, che sarà accessibile soltanto due mattine a settimana, contro l’apertura quotidiana – e alcuni pomeriggi – garantita in precedenza. Ancora più grave, per Pomponesco Dinamica, la chiusura totale della biblioteca comunale, senza alcuna data di riapertura annunciata.
«L’amministrazione continua a piangersi addosso, nascondendosi dietro le malattie dei dipendenti: un atteggiamento vergognoso e scorretto», attacca Caffarra. Pur riconoscendo le legittime necessità del personale, il consigliere sottolinea come la situazione attuale non possa essere giustificata da eventi improvvisi, ma sia il risultato di scelte – o non scelte – amministrative protratte nel tempo.
Tra le soluzioni ignorate, Caffarra ricorda le proposte avanzate dal gruppo consiliare: mantenere l’affidamento a un ente esterno per la gestione della piazzola ecologica o coinvolgere cooperative e aziende specializzate nella gestione delle biblioteche, capaci non solo di garantire il servizio ma anche di promuovere attività culturali, sociali ed educative. «Non si parli di problemi economici – precisa – perché il bilancio comunale, come ammesso dalla stessa amministrazione, è più che florido».
Secondo Pomponesco Dinamica, chiudere un servizio è sempre la strada più semplice, ma anche la più dannosa. «A pagare sono i cittadini – conclude Caffarra – che senza alcuna informazione si trovano uffici chiusi, disagi improvvisi e sono costretti a spostarsi di sei chilometri per prendere in prestito un libro nei comuni vicini».
Il gruppo chiede ora spiegazioni ufficiali in consiglio comunale e auspica che vengano individuate soluzioni concrete nel più breve tempo possibile, per restituire ai cittadini di Pomponesco servizi considerati fondamentali.