Cronaca

Casalbellotto, l'assenza di bancomat resta un problema

A sollevare il problema è stato il consigliere Luciano Toscani, che sottolinea come la presenza di un ATM delle Poste non sia sufficiente a garantire un servizio affidabile

Un pagamento effettuato tramite pos
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Casalbellotto si ritrova senza uno sportello Bancomat. Dopo la chiusura della filiale BPM, avvenuta con un preavviso limitato, i cittadini devono fare i conti con un servizio essenziale venuto meno, soprattutto per anziani e persone meno avvezze ai pagamenti digitali.

A sollevare il problema è stato il consigliere Luciano Toscani, che sottolinea come la presenza di un ATM delle Poste non sia sufficiente a garantire un servizio affidabile: «Mi segnalano che è spesso malfunzionante. Dobbiamo capire se si possa fare qualcosa, ad esempio valutando soluzioni alternative come Farmacash in farmacia». Un’ipotesi che potrebbe tamponare l’emergenza, offrendo la possibilità di prelevare contanti in un punto di prossimità, già frequentato quotidianamente dai cittadini.

Sulla chiusura della filiale interviene anche il sindaco Filippo Bongiovanni: «Anch’io l’ho saputo a novembre, con un preavviso molto breve. Va detto che BPM in città mantiene comunque due istituti, quindi non se n’è andata del tutto. Diversa è la situazione di realtà come Dosolo e Roncoferraro, dove è rimasta una sola banca». Un quadro che si inserisce in una tendenza nazionale: in Italia, negli ultimi anni, sono state chiuse circa 14 mila filiali bancarie. Un cambiamento strutturale del sistema del credito, legato alla digitalizzazione dei servizi e alla riduzione dei costi.

Proprio i costi sono alla base della scelta di chiudere lo sportello di Casalbellotto: mantenere attivo un Bancomat, spiegano, sarebbe diventato insostenibile per l’istituto. Oggi, per i prelievi, restano il Bancomat dell’ospedale Oglio Po e quello delle Poste, oltre alle possibili soluzioni alternative come i servizi di prelievo in farmacia.

Secondo Toscani, però, la diffusione dei pagamenti elettronici non può giustificare l’eliminazione degli sportelli automatici: «Il fatto che si paghi sempre più spesso con carte e app non rende inutile il Bancomat. Anzi: più chiudono le filiali, più servono sportelli automatici sul territorio. Anche da lì si possono fare servizi elettronici, non solo prelievi».

Il caso di Casalbellotto diventa così emblematico di una trasformazione che tocca da vicino la vita quotidiana dei piccoli centri: meno sportelli fisici, più digitale, ma anche il rischio concreto di lasciare indietro una parte di popolazione che ha ancora bisogno di servizi bancari di prossimità. La sfida, ora, è trovare soluzioni pratiche per garantire l’accesso al contante e ai servizi essenziali, senza costringere i cittadini a spostamenti sempre più lunghi.

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