Politica

Casalmaggiore, Piano Diritto Studio ok: servizi confermati, c'è nodo del calo iscrizioni

Il Piano è stato infine approvato a maggioranza, ma il tema della tenuta del sistema scolastico locale resta al centro dell’agenda politica cittadina

Nella foto l'assessore Valentini e la scuola Marconi (video Alessandro Osti)
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Il Consiglio comunale di Casalmaggiore ha approvato il Piano per il Diritto allo Studio 2025-2026 con 12 voti favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto. Un documento che conferma l’impianto dei servizi scolastici cittadini, ma che ha acceso un ampio dibattito politico, soprattutto sul tema del calo delle iscrizioni e sulla necessità, a detta delle minoranze, di ripensare l’offerta formativa in chiave territoriale.

Valentini: “Servizi di qualità e grande lavoro organizzativo”

L’assessore all’Istruzione Sara Valentini ha sottolineato la forte sinergia tra scuola e assessorati che ha consentito di organizzare l’anno scolastico mantenendo standard elevati nei servizi a domanda individuale, considerati fondamentali per le famiglie.

Particolare attenzione è stata riservata al nuovo bando mensa, che ha introdotto un riconoscimento concreto ai prodotti del territorio, anche grazie alla collaborazione con il Distretto biologico Casalasco-Viadanese. “Non vogliamo fare deroghe se non strettamente indispensabili per mantenere la continuità del servizio”, ha precisato l’assessore, evidenziando come la nuova azienda incaricata condivida questa impostazione. Valentini ha inoltre proposto al Consiglio comunale un pranzo alla mensa della scuola Marconi per toccare con mano il servizio.

Sul piano organizzativo, l’ufficio scuola ha ampliato gli orari di apertura, rispondendo alla richiesta delle famiglie di poter accedere anche il giovedì mattina. Le iscrizioni ai servizi a domanda individuale saranno invece anticipate a causa del cambio del sistema gestionale interno (di fatto una questione informatica).

Positivo anche il bilancio del trasporto scolastico, utilizzato non solo per l’accompagnamento casa-scuola ma anche per uscite didattiche verso musei e biblioteca.

Spazi riorganizzati e il caso San Giuseppe

Tra gli interventi strutturali, è stata ricordata la riorganizzazione degli spazi del CPIA alla scuola media Diotti, con l’assegnazione di ulteriori locali.

Più complessa la vicenda della scuola dell’infanzia San Giuseppe, che chiuderà a fine anno scolastico. Una notizia definita “dolorosa” dall’assessore, che ha ripercorso i tentativi avviati già da agosto per affiancare la Cooperativa Cittanova nella ricerca di una soluzione. Era stata valutata anche la possibilità di utilizzare spazi del nuovo asilo nido comunale, ma la cooperativa aveva esplorato altre opzioni, tra cui San Leonardo. I costi di sistemazione si sono però rivelati troppo elevati.

Il Comune ha cercato di garantire la continuità quantomeno del ciclo triennale presso l’asilo comunale, ma non è stato raggiunto un numero sufficiente di adesioni. Per venire incontro alle famiglie che si sposteranno alla Marconi, dove l’orario termina alle 16.30 rispetto alle 18 del San Giuseppe, l’amministrazione sta valutando l’attivazione di un doposcuola integrato con il servizio di prescuola già in fase di appalto.

Le critiche della minoranza: “Serve un’analisi più profonda”

Dai banchi della minoranza sono emerse perplessità sui tempi di presentazione del Piano e soprattutto sui numeri delle iscrizioni.

Alessia Tascarella ha evidenziato un calo di circa quindici alunni alla scuola Marconi, non imputabile solo alla diminuzione delle nascite ma anche alla riduzione di bambini già iscritti, che hanno cambiato scuola. “Altre scuole mantengono i numeri dell’anno scorso e in alcuni paesi anzi crescono”, ha osservato, esprimendo rammarico anche per il Piedibus, fermo a 14 iscritti, e per la chiusura della San Giuseppe.

Sulla mensa è stato evidenziato da Tascarella un vecchio “cavallo di battaglia”, ossia il costo del gas per la cucina che sarebbe aumentato anche a causa di pasti in più esternalizzati verso altre scuole, senza avere in cambio un vantaggio per il comune. Un concetto già emerso in altre sedute consiliari e criticato dal consigliere di maggioranza Gianpietro Seghezzi: “Si tratta di fondamenti di economia domestica: se io cuocio una pizza o due pizze, il forno lavora e consuma nello stesso modo”.

Luciano Toscani ha posto una questione più ampia: il Piano per il Diritto allo Studio, a suo avviso, dovrebbe andare oltre la semplice fotografia dei numeri e definire obiettivi chiari e coerenti con la realtà locale. “Casalmaggiore non può avere la stessa offerta formativa, ad esempio, di Varese”, ha affermato, chiedendo un’analisi politica delle cause della perdita di studenti “passati nella primaria da 549 a 383 in pochi anni”. Tra i temi sollevati anche il rilancio della biblioteca Mortara come spazio studio per studenti e universitari e il potenziamento dei progetti di educazione alimentare legati alla mensa.

Annamaria Piccinelli ha riconosciuto lo sforzo nel coinvolgere le realtà economiche locali nella mensa, ma ha chiesto chiarimenti sul calo delle iscrizioni al nido e sulle voci di chiusure anticipate del Piedibus e della San Giuseppe, che potrebbero aver scoraggiato alcune famiglie al momento dell’iscrizione.

Denatalità e servizi: il confronto

Dalla maggioranza, Giuseppe Scaglioni ha richiamato il tema della denatalità, definendolo un fattore strutturale che incide sui numeri più delle dinamiche tra comuni limitrofi. Gianpietro Seghezzi ha parlato di un calo del 10% nell’infanzia, del 20% nella primaria e del 10% nella secondaria, attribuendolo principalmente alla diminuzione delle nascite. Ha inoltre difeso la qualità dei servizi comunali, ritenuti competitivi sia per costi sia per livello dell’offerta.

Sul fronte asilo nido è intervenuto l’assessore al Sociale Massimo Mori, spiegando che le iscrizioni sono state aperte un po’ tardi ma che attualmente non vi è lista d’attesa, dunque non palesano criticità. “In futuro però – ha ricordato Mori – le tempistiche saranno anticipate per consentire una migliore programmazione”.

Progetti e prospettive

Valentini ha respinto le accuse di immobilismo progettuale, elencando le iniziative attivate grazie alla collaborazione tra assessorati: un’operatrice dedicata al rapporto diretto con le insegnanti e dunque al supporto nelle scuole; attività didattiche nei musei con programmazione condivisa a inizio anno con gli insegnanti; campus estivi organizzati da biblioteca e musei; progetti pomeridiani – oggi legati al bando Sprint di Regione Lombardia (con adesioni ancora limitate) – e un nuovo corso teatrale in partenza alla Marconi. Confermato anche il sostegno al progetto musicale cittadino.

Il confronto in aula ha messo in luce un dato condiviso: il calo demografico rappresenta una sfida reale. Resta però aperto il dibattito su quanto l’amministrazione possa incidere con politiche attrattive e un’offerta formativa sempre più calibrata sulle specificità del territorio. Il Piano è stato infine approvato a maggioranza, ma il tema della tenuta del sistema scolastico locale resta al centro dell’agenda politica cittadina.

 

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