Storia e memoria, a Bozzolo il racconto del genocidio armeno
Alla Pinacoteca di Palazzo dei Principi il prof. Andrea Fenocchio ha approfondito il genocidio armeno come paradigma dei drammi del Novecento. Ampia partecipazione e significativo contributo degli studenti dell’IC Diotti
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La memoria storica come antidoto al negazionismo e come strumento fondamentale per comprendere le tragedie del Novecento. Questi gli intenti, ribaditi dal sindaco Giuseppe Torchio e dall’assessore alla Cultura Irma Pagliari, nell’intervento introduttivo al partecipato appuntamento svoltosi sabato 28 febbraio presso la Pinacoteca di Palazzo Dei Principi.
Relatore della conferenza, promossa dal Comune e dalla Biblioteca comunale, è stato il prof. Andrea Fenocchio che, con il proprio focus, ha permesso di approfondire la questione del genocidio armeno , ponendolo come paradigma dei drammi genocidari del Novecento.
L’appuntamento si è caratterizzato per una partecipazione ampia e attenta, con la presenza di numerosi ex allievi del docente che hanno contribuito alla presentazione dell’iniziativa. L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali dell’amministrazione. A seguire Fenocchio, come detto, ha proposto un’analisi storica documentata e ricca di particolari e riferimenti, interpretando il genocidio armeno come paradigma utile per comprendere le dinamiche di congiunture storuche altrettanto drammatiche intercorse nel secolo scorso. Un intervento in cui il docente ha offerto al pubblico una lettura capace di collegare storia, politica e responsabilità collettiva.
Particolare attenzione, anche alla luce delle ricerche poi confluite nel volume ‘Fratelli d’Oriente’ (Ronda Editore), è stata dedicata anche alle relazioni tra la Chiesa Cattolica e il popolo armeno, sia nella componente ortodossa sia in quella cattolica di rito orientale, con riferimento a due passaggi storici chiave: il periodo del genocidio, che vide una forte mobilitazione solidale della Chiesa attraverso quella che fu definita una vera e propria “crociata di carità” a sostegno delle popolazioni perseguitate, e il Concilio Ecumenico Vaticano II, che ha aperto una nuova fase nei rapporti interconfessionali.
Centrale, inoltre, è stato il contributo offerto dagli studenti: durante il pomeriggio è stato presentato il laboratorio di cittadinanza attiva della classe 3A dell’IC Diotti di Casalmaggiore, con il progetto “Noi siamo memorie. Ogni nome diventa una storia per oggetti. Ogni storia diventa una voce!”, un percorso educativo dedicato alla memoria, alla responsabilità civile e alla costruzione di una coscienza storica consapevole.
L’evento ha così confermato la volontà delle istituzioni e delle realtà culturali locali di promuovere iniziative capaci di coniugare approfondimento storico, impegno educativo e partecipazione della comunità, ribadendo il ruolo della memoria come strumento fondamentale per comprendere il presente e impostare un futuro fondato sul rispetto dei diritti umani.