Zibello riscopre i suoi tesori musicali: i pianoforti storici tornano a vivere
Grazie a un importante intervento di restauro, i pianoforti Anelli e Berzioli torneranno a vivere nel Teatro Pallavicino
In terra di Po, a Zibello, un pezzo di storia musicale cremonese è tornato al suo antico ed originario splendore, è stato tolto dall’oblio ed ha trovato casa in un luogo ricco di fascino e di prestigio. Grazie all’iniziativa dell’Amministrazione comunale, e del sindaco Massimo Spigaroli in primis, sono stati restaurati due pianoforti verticali che erano da tempo inutilizzati.
Entrambi, però, sono di pregevole valore, non solo musicale ma anche storico e sono tutti e due di proprietà del Comune rivierasco parmense. Uno dei due pianoforti è un Anelli, prodotto dalla storica fabbrica cremonese di cui è capostipite Pietro Anelli, detto “El Pitturin”, un artigiano assai versatile. Lo strumento era stato acquisito, in passato, da un cittadino di Pieveottoville e, da tempo, era poi finito nella proprietà del Comune e, da molti anni, era inutilizzato. Si tratta di uno degli strumenti realizzati dalla storica Società Anonima «Anelli&C.» Stabilimento Pianoforti “Apollo” Cremona e si appresta a diventare parte integrante del Museo Diffuso Anelli curato dal professor Fabio Perrone.
Da molti anni il pianoforte era in disuso come lo era l’altro pianoforte verticale, realizzato invece dalla Fabbrica di pianoforti Berzioli fondata da Giuseppe Berzioli (Zibello 1803, Parma 1871). Due strumenti che, tra l’una e l’altra riva del Po, raccontano la storia, o meglio le storie, di persone ed attività, pregnate d’arte, che hanno appunto scritto “pagine di storia” artigianale, e musicale, delle due sponde del Grande fiume. Entrambi, grazie all’iniziativa ed all’intuizione dell’Amministrazione comunale di Polesine Zibello sono stati appunto restaurati e sono tornati al loro antico ed originario splendore. Un restauro che, a sua volta, parla cremonese: a realizzarlo è stata la ditta Tamagni Pianoforti di Pieve San Giacomo, che il prossimo anno taglia il traguardo del settantacinquesimo di attività.
I due pianoforti verticali, dopo anni di disuso, sono ora entrati a far parte del patrimonio del Teatro Pallavicino, di piazza Garibaldi dove sono recentemente terminati, grazie ai fondi del Pnrr, interventi per la realizzazione del nuovo ascensore e del nuovo bagno per diversamente abili. Da ricordare che la Camera dei Deputati, nel 2024, ha approvato un disegno di legge che dichiara monumento nazionale oltre 400 teatri storici italiani. Tra i luoghi interessati e coinvolti anche il suggestivo, ottocentesco Teatro Pallavicino di Zibello, un autentico gioiello situato nell’omonimo palazzo di piazza Garibaldi, ora scrigno e custode anche del pianoforte Anelli. I lavori recentemente terminati nello stesso teatro hanno permesso la realizzazione di un ascensore e di bagni per i portatori di handicap.
L’intervento è stato finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Istruzione e del merito attraverso il Pnrr per un importo complessivo di 37mila euro. I lavori, realizzati dall’impresa Fontanelli costruzioni di Busseto, hanno “parlano” anche loro cremonese. Infatti il progetto e la direzione dei lavori sono dell’architetto Damiano Chiarini e dell’ingegner Igor Ilardi dello StudioRinnova di San Giovanni in Croce (mentre il responsabile unico del procedimento è stata l’architetto Paola Carrara). Lo stesso StudioRinnova di San Giovanni in Croce ha curato anche la progettazione e la direzione dei lavori di altri due importanti cantieri in corso a Polesine (entrambi finanziati con fondi del Pnrr, che in una piccola realtà come quella di Polesine Zibello ha portato oltre 5 milioni di euro): quello legato alla ristrutturazione e alla riqualificazione del Palazzo Menta (donato alcuni anni fa dalla proprietà al Comune) dove sorgerà la “Casa delle Botteghe e dei Mestieri” e quello per l’ampliamento dell’asilo nido “Il fiume incantato”.
Tornando al tema pianoforti, che hanno trovato la loro degna collocazione nell’ottocentesco Teatro Pallavicino, presto privo di barriere architettoniche, ecco che questo “sarà – ha detto il sindaco Spigaroli – uno dei motori dello sviluppo culturale di un territorio, il nostro, in cui l’humus musicale è una realtà significativa da molti anni”. I due pianoforti, pienamente recuperati, potranno essere utilizzati per eventi e spettacoli musicali ed anche per corsi di musica.

L’humus musicale di cui parla il sindaco è pienamente rappresentato da diversi personaggi tra i quali Emanuele Muzio (nato a Zibello nel 1821 e morto a Parigi nel 1890, fu l’unico allievo del maestro Giuseppe Verdi e pochi anni fa la corale a lui intitolata gli ha dedicato un volume grazie al coordinamento dei musicisti cremonesi Isidoro e Gioele Gusberti); Angelo Frondoni (detto il “Verdi Portoghese”, nato a Pieveottoville nel 1809 e morto a Lisbona nel 1891, anche a lui la corale “Muzio” ha dedicato un volume sempre col coordinamento dei maestri Isidoro e Gioele Gusberti); Pellegrino Merula (nato a Zibello nel 1550 circa e morto a Cremona dopo il 1630, autore dell’opera “Il santuario di Cremona” e zio del musicista Tarquinio Merula), don Gaetano Ghizzoni (nato a Monticelli d’Ongina melò 1845 e morto a Pieveottoville nel 1910) ed il tenore Carlo Bergonzi (nato a Vidalenzo nel 1924 e morto a Milano nel 2014).
Personaggi e storie che si intrecciano tra le due rive del Grande fiume, tra il Parmense ed il Cremonese. Con la speranza che, anche in tema di arte, storia e cultura, le due rive riescano a parlarsi sempre di più per promuovere progetti condivisi a beneficio di entrambi i territori e che il pianoforte Anelli possa essere al centro di importanti appuntamenti culturali e musicali.
Eremita del Po, Paolo Panni