Il suono di Leonardo fa vibrare Villa Medici col Maestro Sangineto
Si tratta di strumenti mai realizzati prima d’ora? "Credo di sì – conclude il maestro liutaio Sangineto – soprattutto quelli ispirati a Leonardo. Anche perché Leonardo ha introdotto innovazioni su strumenti già esistenti".
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Tra i tanti interessi di Leonardo Da Vinci, quello per la musica non è certamente tra i più noti e studiati, ma è indubbio che anche in questo ambito il genio vinciano abbia dato un contributo essenziale, sia come musicista di grande talento e ancor più come studioso della natura del suono e progettazione di nuovi strumenti. Proprio dai suoi disegni contenuti nel Codice Atlantico e nel Codice di Madrid ha tratto spunto il Maestro Michele Sangineto per costruire strumenti perfettamente funzionanti, come hanno avuto modo di apprezzare i tanti presenti all’inaugurazione della mostra “The sound of Genius” presso Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce.
La presentazione ufficiale dell’esposizione è stata inaugurata domenica dalle parole di Federica Copelli, che fa parte dello staff organizzativo di Villa Medici, la quale ne ha introdotto i contenuti specificando che i 26 strumenti esposti sono in parte ricavati dai disegni originali di Leonardo e in parte dai dipinti del Rinascimento, quindi suoi contemporanei. «In passato – ha affermato Copelli – abbiamo affrontato diversi aspetti meno noti di Leonardo, come il suo interesse per la cucina; ora esploriamo un altro aspetto meno conosciuto ma affascinante nella sua poliedricità: Leonardo fu musicista, suonava e progettava strumenti riflettendo sulle dinamiche del suono».
Quindi ha preso la parola il sindaco Pierguido Asinari, che ha ringraziato gli sponsor e la Regione per il contributo: «Questa è una mostra con un carattere di unicità: l’arte del Maestro Sangineto ha portato Leonardo qui, nel luogo in cui Flavio Caroli ipotizza che si sia fermato nel suo percorso tra Milano e Mantova per incontrare Cecilia Gallerani. Dunque, quale posto migliore? È una mostra unica perché Michele Sangineto la porta nella contemporaneità rifacendosi al passato e guardando al futuro, così come era solito fare Leonardo». Il riferimento è all’installazione immersa “Alchimia”, creata da “due” e che consente ai visitatori di produrre il suono col contatto fisico.
Ultimo ad intervenire ovviamente Michele Sangineto, che non si è risparmiato nel rispondere alle tante domande dei presenti e nell’eseguire personalmente alcuni brani utilizzando alcuni dei meravigliosi strumenti esposti. «Ci sono alcuni pittori del Rinascimento – ha detto riferendosi alle opere ritratte – che hanno voluto raccontare la musica: sono strumenti che creano le vibrazioni e arrivano nell’animo. Li ho realizzati per sfidare l’opinione da parte degli storici dell’arte che si trattasse solo di strumenti disegnati dai pittori». Erano dunque presenti nei quadri rinascimentali non per una forma di esibizione, ma perché si trattava di strumenti effettivamente utilizzati in quell’epoca.
Poi il Maestro ha svelato un retroscena sulla mostra: «Avrebbe dovuto durare una decina di giorni, ma proprio il sindaco, quando gli è stata prospettata, ha preteso che diventasse un evento, e io sono stato attratto da questa sua sensibilità, che spero possano avere altri amministratori».
Un’altra eccellenza del territorio, Cantine Caleffi, ha offerto un aperitivo, poi un concerto con alcuni degli strumenti in mostra è stato proposto dall’ensemble Antica Liuteria Sangineto. La mostra rimarrà aperta fino al 28 giugno negli orari di apertura di Villa Medici.
V.R.