Cronaca

Bozzolo, un reparto d’eccellenza per trattare la sindrome di Ehlers-Danlos

A Bozzolo un macchinario innovativo utilizzato nella riabilitazione della sindrome di Ehlers-Danlos attira pazienti da tutta Italia nel reparto specialistico guidato dal professor Ferraro

Il reparto di Bozzolo
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Ci sono malattie dal cui nome già si immagina quanto difficile e complessa possa diventare la loro interpretazione.La sindrome di Ehlers-Danlos è una di queste e a Bozzolo esiste un centro che aiuta ad affrontarla. Si trova presso l’Ospedale di Bozzolo dove esercita il professor Francesco Ferraro un medico cui va il merito di aver formato un’eccellente equipe in grado di sostenere una sfida quotidiana contro questa e altre gravi patologie.

Nella giornata di giovedi,presente anche il sindaco Giuseppe Torchio, Ferraro ha spiegato, senza scendere in termini eccessivamente tecnici a cosa può portare una malattia degenerativa di questo tipo. Arrivando a provocare una progressiva interruzione dell’attività motoria con gravi conseguenze patologiche in tutto il resto dell’organismo. A Bozzolo è in funzione una macchina che assomiglia tutto per tutto ad una pressa sulla quale viene posizionato il paziente aggiungendo progressivamente vari pesi utili a stimolare il rafforzamento muscolare attraverso esercizi controllati da fisioterapisti addestrati.

Il professor Ferraro ha voluto fornire una dimostrazione di tale strumento, salendo egli stesso sulla panca installata nel reparto della palestra. La possibilità di usufruire di tale strumento non presente in altri ospedale ha fatto si che il reparto di Riabilitazione Specialistica Neuromotoria di Bozzolo assumesse un grado di eccellenza straordinaria facendo giungere nell’edificio intitolato a don Primo Mazzolari in via XXV Aprile, persone da tutta Italia come ha sottolineato Torchio esprimendo soddisfazione per una struttura ospedaliera che qualche anno fa sembrava stesse perdendo valore e attrattività a favore di altre realtà sanitarie. Ad accendere i riflettori sul reparto di Bozzolo e sull’apparecchiatura presente per la terapia della sindrome di Ehlers -Danlos è stata Raffaella Lucietti legale rappresentante dell’associazione omonima che raggruppa le tante persone coinvolte,come lei in tale malattia degenerativa e costrette in carrozzina.

“Io arrivo da Varese perché qui a Bozzolo mi sento come a casa assistita da personale specialistico a cui va tutta la mia gratitudine” ha sottolineato stringendo un mazzetto di fiori portatole dal Sindaco di Bozzolo. “Il nostro è un lavoro specialistico orientato a sostenere il malato più che la sua malattia, lavoriamo come fossimo un reparto di alta sartoria cucendo addosso al paziente una terapia su misura per stabilizzarlo e renderlo sicuro il più possibile”.

Ros pis

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