Cronaca

Casalmaggiore, il 6 giugno la marcia per la pace della Tavola Oglio Po

Partenza dal Parco Italia e arrivo in Piazza Turati per la manifestazione promossa dalla Tavola della Pace Oglio Po. Previsti letture, interventi e un appello contro guerre, riarmo e violazioni dei diritti umani

I promotori della manifestazione: "Le uniche bandiere ammesse saranno quelle della pace"
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Le sole bandiere ammesse saranno quelle della pace. È l’unico paletto di una manifestazione che, per sua natura, vuole unire cittadini, gruppi, associazioni e comitati.

Un invito alla riflessione e alla presa di coscienza dei tanti conflitti in essere:  “Attraverso la nostra iniziativa – affermano gli organizzatori – vogliamo esprimere con forza la condanna di tutte le guerre che insanguinano il mondo e inquinano pesantemente i Paesi, aggravando il cambiamento climatico in atto e costringendo le popolazioni a migrazioni forzate”.

La Tavola della Pace Oglio Po si mobilita dunque con una manifestazione pubblica in programma sabato 6 giugno a Casalmaggiore. Il ritrovo è fissato alle 17.30 al Parco Italia, in fondo a via Baldesio. Il corteo percorrerà parte dell’argine, via Chiozzi, via Baldesio per raggiungere infine Piazza Turati. Lungo il percorso sono previste soste con letture e interventi, mentre la conclusione dell’evento sarà affidata a discorsi pubblici e canti a tema.

All’iniziativa hanno già aderito numerose associazioni del territorio. Gli organizzatori spiegano di voler costruire un momento aperto alla cittadinanza, capace di coinvolgere anche chi solitamente non partecipa alle manifestazioni pubbliche. “Invitiamo chi non è mai sceso in piazza o lo ha fatto poche volte, ad attivarsi ed esprimere il proprio dissenso”.

Nel documento diffuso per presentare l’evento, la Tavola della Pace richiama le parole di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food recentemente scomparso, che ha sempre denunciato l’utilizzo della fame e della malnutrizione come strumenti di guerra ed invitato a non restare in silenzio di fronte ai conflitti e alle sofferenze dei civili.

Ampio spazio viene dedicato anche all’analisi dello scenario che coinvolge diversi Paesi in cui, come sottolineato dagli organizzatori, si assiste ad una erosione progressiva del diritto internazionale e dei diritti umani. Nel testo si citano bombardamenti su strutture civili, torture, repressioni e discriminazioni, ma anche l’aumento delle spese militari a fronte dei tagli a sanità, scuola e ricerca: “L’odio e un razzismo feroce, grazie a una propaganda continua, hanno preso il sopravvento sulla solidarietà, sulla tolleranza, sull’umanità. Si nega il genocidio, si criminalizza chi difende i più indifesi. Miliardi vengono spesi in armi e, intanto, si tagliano fondi alla sanità, alla scuola, alla ricerca”.

A dare ulteriore profondità alle argomentazioni espresse anche un riferimento al pensiero di Alex Langer, giornalista, politico e saggista che dedicò la propria vita alla mediazione culturale e all’idea di una “pace attiva”, fondata sul dialogo tra popoli e culture e sulla costruzione di strumenti civili e non violenti per la prevenzione dei conflitti.

Nel manifesto dell’iniziativa viene inoltre chiesto alla politica di assumere posizioni più nette contro le violazioni del diritto internazionale: “Pretendiamo che i governi europei, compreso il nostro, escano dall’ambiguità e prendano decisioni chiare e risolute contro chi calpesta il diritto internazionale, certo dell’impunità. La dott.ssa Francesca Albanese, funzionaria ONU, richiama esplicitamente la responsabilità penale internazionale non solo degli Stati, ma anche delle imprese e dei loro dirigenti. Il diritto internazionale impone obblighi chiari in materia di prevenzione, astensione e disimpegno da attività che alimentano crimini gravi, compreso il genocidio“.

Infine un ultimo appello alla partecipazione in vista dell’appuntamento del prossimo 6 giugno: “Se non ci mobilitiamo, diventeremo anche noi schiavi di uno Stato senza diritti. Saremo in balia di una politica dell’odio e della violenza, senza rispetto di alcuna regola: solo ingiustizie e illegalità. La legge del più forte”.

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