Exe Po, a Casalmaggiore Protezione Civile impegnata contro un fontanazzo a Santa Maria
"Le esercitazioni servono proprio a questo: possono emergere errori o aspetti da migliorare per essere più rapidi ed efficaci negli interventi. Anzi, è normale che ci siano delle criticità: non deve andare tutto perfettamente" spiega Bongiovanni
Non sono mancati i curiosi, ma l’avvertimento era stato dato con largo anticipo: «Questa è soltanto un’esercitazione». Del resto, con il livello del Po così basso, vedere un fontanazzo sarebbe stato un vero esercizio di immaginazione.
A Santa Maria, nella serata di venerdì, è andata in scena Exe Po, la maxi esercitazione nazionale della Protezione civile, che ha coinvolto anche i volontari del gruppo casalasco “Il Grande Fiume” insieme ad altre realtà del territorio, come “Terre di Mezzo” di Motta Baluffi e Scandolara Ravara.
Per rendere la simulazione ancora più realistica è stata utilizzata una grande cisterna messa a disposizione dalla ditta Metalser, che ha consentito di ricreare il fenomeno del fontanazzo.
«Stiamo simulando lo scenario e i livelli dell’alluvione del 2000 – ha spiegato il sindaco Filippo Bongiovanni – con la golena aperta e la golena chiusa completamente invase dall’acqua. Le esercitazioni servono proprio a questo: possono emergere errori o aspetti da migliorare per essere più rapidi ed efficaci negli interventi. Anzi, è normale che ci siano delle criticità: non deve andare tutto perfettamente».
Il primo cittadino ha poi illustrato le fasi dell’esercitazione. «Dobbiamo osservare ciò che accade e capire come migliorare le procedure previste da questo scenario. La macchina organizzativa si è attivata: come Comune abbiamo emesso le ordinanze di chiusura delle strade e delle attività presenti in golena e, nella giornata successiva, quelle per lo sgombero delle famiglie residenti nella golena chiusa, in particolare nelle zone di Agoiolo e dell’Eco Ostello».
L’esercitazione è proseguita fino alla mattinata di sabato, mentre la simulazione del fontanazzo si è conclusa intorno a mezzanotte. «Tutto questo – conclude Bongiovanni – serve a farci trovare pronti nel caso in cui un’emergenza di questo tipo dovesse verificarsi davvero».