Il Navarolo si sposta… in avanti: contro la crisi idrica progetto da 17 milioni
Così si potrà bypassare il pre-sollevamento, che a causa del basso livello del Po ha dato seri problemi negli ultimi anni (oltre a rappresentare, in condizioni estreme, una spesa notevole a livello di fabbisogno energetico)
E’ una situazione alla quale fare fronte subito: per questo l’impianto di Isola Pescaroli del Consorzio di Bonifica del Navarolo guarda al futuro. Lo fa con un progetto ambizioso ma necessario, stanti i cambiamenti climatici, che rendono la crisi idrica una realtà non più così rara. Dopo il 2022 i trattori stanno tornando anche nel 2026 per poter pompare acqua nell’impianto, ovviando così alle difficoltà nel pescare l’acqua dal fiume, stante il bassissimo livello del Po.
Per evitare problemi, l’intenzione – passata da una richiesta al Ministero delle Infrastrutture, dato che l’opera costerebbe ben 17 milioni di euro – è quella di spostare in avanti, verso il fiume, di qualche centinaio di metri le pompe idrovore e dunque l’intero impianto, potendo così bypassare il pre-sollevamento, che a causa del basso livello del Po ha dato seri problemi negli ultimi anni (oltre a rappresentare, in condizioni estreme, una spesa notevole a livello di fabbisogno energetico). Abbiamo citato le estati del 2022 e del 2026, ma anche nell’estate 2025 si è rischiata una impasse simile: insomma, non si tratta più di casi isolati.
L’intenzione è quella di creare un impianto che sappia autosostentarsi dal punto di vista energetico: in che modo? Grazie al fotovoltaico. Riuscire a portare verso il nuovo le pompe idrovore, che poi spingono l’acqua verso il canale principale di bonifica, che arriva ai campi fino a Torricella del Pizzo, abbracciando quasi tutto il Casalasco, è dunque la nuova frontiera per evitare dispersione – anche a livello energetico – e soprattutto per fare in modo che l’impianto, non riuscendo a pescare acqua, non si blocchi di colpo.