Sesso con minori adescate in chat: quattro anni e sei mesi per 42enne casalasco
L'imputato è stato processato con il rito abbreviato. Aveva approfittato dei social per avvicinare le vittime. Tra le accuse, quella di pornografia minorile
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Quattro anni e sei mesi di reclusione, due mesi in più rispetto a quanto chiesto dal pm: questa la decisione del tribunale di Ancona che ha condannato un 42enne casalasco accusato di pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando dei minori e atti sessuali con minori. L’uomo, a processo davanti al gup con il rito abbreviato, era assistito dagli avvocati Danilo Pichierri e Carlo Pellegri.
Il 42enne, attualmente in libertà, aveva approfittato dei social per avvicinare ragazzine minorenni, conquistarle con qualche complimento e poi raggiungerle in auto nelle loro città per incontrarle e avere rapporti sessuali con loro. Nel 2022 e nel 2023 l’uomo aveva avuto rapporti sessuali con quattro ragazzine tra i 12 e i 13 anni.
La vicenda era emersa da una indagine della Mobile di Ancona, partita nel 2022, dopo che la madre di una 12enne residente nel capoluogo dorico aveva sporto denuncia in Questura. La figlia si era confidata con una psicologa e le aveva raccontato di aver avuto rapporti intimi con una persona molto più grande di lei, un adulto conosciuto in una chat di incontri nell’estate del 2022. I due si erano poi scambiati i numeri di cellulare e si sentivano su whatsapp.
L’imputato, prima l’aveva indotta a mandargli foto e video di lei senza vestiti, poi l’aveva raggiunta ad Ancona in automobile per incontrarla di persona. Si erano visti cinque volte tra settembre e ottobre del 2022, in luoghi appartati.
Dopo la denuncia, la polizia era risalita al casalasco, che era stato rintracciato a Forlì, in un hotel con una donna. Gli erano stati sequestrati il cellulare e altri apparecchi informatici sui quali era stato trovato materiale pedopornografico, quasi 500 file, relativo anche ad altre tre minorenni originarie di Bergamo, Parma e Crema. Anche con loro si sarebbe comportato come con la 12enne di Ancona.
Solo due vittime erano parte civile. Una era la minorenne del capoluogo dorico, rappresentata dall’avvocato Silvia Paoletti. I genitori della ragazzina erano parte civile con l’avvocato Roberto Regni.